Gli studenti del Vico cercano l’anima di Napoli attraverso foto scattate con gli smartphone

Un workshop ideato dall’artista Eugenio Tibaldi che ha vissuto nel centro storico della città.L’esposizione sarà al Madre fino al 18 gennaio

NAPOLI – Trasformare la passione della fotografia con i telefonini in una forma di arte moderna? Si può. Lo sanno gli studenti del liceo ginnasio Vico di Napoli che insieme all’artista Eugenio Tibaldi hanno mappato circa 100 chilometri di vicoli nel cuore di Napoli con oltre 24mila immagini scattate con gli smartphone.

Domani, alle 12 al Museo MADRE, nella sala delle Colonne sarà presentato il risultato del progetto “Questione di appartenenza” e delle opere realizzate nel corso del workshop, cinque arazzi su carta descrittivi di una psico-geografia di alcune aree del centro storico partenopeo.

Il progetto prende forma nel 2014, dopo un anno di residenza nel centro storico di Napoli dell’artista Eugenio Tibaldi che identifica quattro distinte aree geografiche (Quartieri Spagnoli, Centro storico-Forcella, Sanità, Materdei-Montesanto), in cui una porzione consistente di popolazione residente vive con regole alternative a quelle ufficiali, all’interno di un disordine solo apparente che risponde, in realtà, ad un preciso apparato strutturale micro-sociale.

Trenta studenti del IV e V ginnasio, divisi in cinque gruppi, utilizzando il proprio smart phone (strumento del tempo, ma anche di coesione sociale, che annulla le differenze di status), fotografano edicole votive, porte di accesso ai ‘bassi’, finestre, cassette per le lettere, stendi-panni, paletti, tubi dell’acqua, cavi, condizionatori e inoltre insegne, graffiti e necrologi.

Le opere risultanti resteranno esposte al museo fino al 18 gennaio 2016.

Oltre all’artista e al curatore, saranno presenti il presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee Pierpaolo Forte, il direttore del MADRE Andrea Viliani, la dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale Luisa Franzese, la dirigente del Liceo-Ginnasio “G.B. Vico” Maria Clotilde Paisio e le docenti Luciana Soravia, Giovanna Pastore e Ileana Passerelli, coordinatrici del progetto, frutto di una convenzione stipulata tra scuola e museo, sul modello alternanza scuola-lavoro.

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