Da Capodimonte a Pompei, il viaggio di Picasso in Campania

Inaugurato oggi l’allestimento dedicato al celebre pittore spagnolo che dipinse il sipario ed i costumi del balletto “Parade” a seguito di un viaggio avvenuto esattamente cento anni fa

Una mostra per omaggiare un’icona artistica del Novecento che seppe apprezzare il grande valore della cultura popolare partenopea. Si è svolta oggi, venerdì 7 aprile, presso il Museo di Capodimonte a Napoli la cerimonia d’inaugurazione di “Picasso a Napoli: Parade”, allestimento dedicato al celebre pittore spagnolo che dipinse il sipario ed i costumi del balletto dell’impresario russo Sergej Djagilev a seguito di un viaggio in Campania avvenuto esattamente cento anni fa.
“Dopo Van Gogh è per me un piacere tornare in questo luogo per dare lustro ad un grande artista del Novecento come Picasso – ha affermato il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca – Napoli con eventi di tale portata si sta riaffermando come capitale culturale europea, proprio come accadde già nel Settecento. Grazie anche a questa esposizione che unisce due siti importanti come Capodimonte e Pompei (una delle due sezioni è ubicata presso l’Antiquarium degli Scavi), la Campania si sta ponendo sempre più in Italia come una delle realtà più dinamiche dal punto di vista dell’arte e del patrimonio”.
Il direttore del Museo di Capodimonte, Sylvain Bellenger, ha posto l’accento sul contenuto innovativo del sipario dipinto da Picasso: “Illuminato dai consigli del poeta Cocteau il pittore spagnolo dà vita con quest’opera ad un nuovo manifesto nel quale intende divulgare un messaggio straordinario, cioè che la vera arte è quella che trae ispirazione dalla realtà popolare. Non è stata dunque casuale la scelta della Sala da Ballo della Reggia per la collocazione di tale capolavoro – ha proseguito Bellenger – perché è qui che a nostro avviso si può meglio identificare il luogo di raccordo tra la poetica di Picasso e la cultura partenopea”.

 
“Giungendo a Napoli nel 1917 Pablo Picasso trovò terreno fertile per preparare il sipario e i costumi per lo spettacolo “Parade” – ha spiegato Carmine Romano, tra i curatori dell’allestimento – La città all’epoca brulicava di teatri, di marionette e guarrattelle. Oltre che da una cartolina che rappresentava una grande tavolata all’interno di un’osteria, sembra che l’artista abbia tratto preziosi spunti dalla recitazione di alcuni attori di strada che gli fecero riscoprire una forma di teatro depurato, arcaico, come quello di Scarpetta”.
Nella prima sezione, che si colloca al Museo di Capodimonte, la mostra accoglie, oltre al grandissimo sipario, alcune opere che dimostrano il profondo legame tra Picasso ed il teatro italiano e napoletano: dall’”Arlecchino” dietro il quale si nasconde il ritratto dell’amico Leonide Massine alla pregevole gouache contenente lo “studio” per la scenografia del balletto “Pulcinella”, realizzato tre anni dopo “Parade”. Nella seconda, invece, allestita presso l’Antiquarium degli Scavi di Pompei, alcune antefisse romane a maschera teatrale campeggiano sulla gigantografia di una foto che ritrae Picasso e Massine dinanzi ad un’antica fontana pompeiana mentre i costumi bianco-azzurri degli “acrobati”, del “Manager di New York” e del “Manager a cavallo”, insieme ad un filmato audiovisivo, contribuiscono a riprodurre la suggestiva atmosfera del balletto di Djagilev.
All’inaugurazione di “ Parade”, visitabile in entrambe le sue location sino al prossimo 10 luglio, seguiranno nelle prossime settimane visite guidate a tema, concerti ed ulteriori eventi in onore del grande pittore spagnolo consultabili sul sito www.museocapodimonte.beniculturali.it

Angelo Zito

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