Bicentenario morte di Napoleone, tutti i libri

Tra le opere la versione francese e aggiornata di “Napoleone il Comunicatore”, scritta dal napoletano Roberto Race

Per il bicentenario della morte di Napoleone (5 maggio 1821) in libreria grandinano libri. Dai saggi ai testi sul mito, passando per le opere che descrivono le ultime fasi della vita. Sono davvero tanti i volumi che accompagnano l’anniversario: fioccano, sugli scaffali, le proposte con cui gli studiosi declinano il tema, esaminato da molti punti di vista. Il grande statista e il manager sono al centro dell’ultimo lavoro di Ernesto Ferrero, il quale nel 2000 con ‘N’, romanzo in cui racconta i dieci mesi dell’esilio all’isola d’Elba ha vinto il premio Strega. Ora Ferrero torna ad occuparsi del generale corso nel saggio “Napoleone in 20 parole”, in libreria con Einaudi. Un libro in cui lo scrittore condensa l’esperienza napoleonica in 20 temi-chiave che ne hanno segnato l’ascesa e la sua evoluzione. Ma ci sono anche libri in grado di compiere il salto, dall’editoria italiana a quella transalpina: “Napoléon le Stratège de la Communication ” di Roberto Race, giornalista e comunicatore di origine napoletana, advisor in corporate strategy and public affairs per multinazionali e medie imprese. Il testo è la versione francese e aggiornata del “Napoleone il Comunicatore” edito da Egea, la casa editrice dell’Università Bocconi. L’opera si pone alcune domande su Bonaparte: Capo popolo o Grande Normalizzatore della Rivoluzione Borghese? Genio soltanto Militare o, anche e soprattutto, Statista e Visionario, Grande Profeta, Precursore dell’Idea Europea? Imperatore o Dittatore? Napoleone è un personaggio così poliedrico da prestarsi a queste e altre interpretazioni. Una sua caratteristica, messa in luce da Race è l’impareggiabile capacità di dialogare con l’opinione pubblica. Una categoria concettuale che nasce proprio con lui.
Il volume esce su Amazon, edito da ScriptaManent, sia nel formato cartaceo, con la distribuzione in pochi giorni in tutto il mondo, che Kindle ed è acquistabile nelle principali librerie internazionali.
Tra le novità dell’edizione francese la postfazione di Charles Bonaparte, ultimo erede di Napoleone e presidente della Federazione Europea delle città napoleoniche. Ma c’è chi ripropone ai lettori le grandi biografie dell’imperatore. Ad esempio, di “Vita di Napoleone” di Stendhal ripubblicata da Mursia e da Garzanti. Un’altra biografia di rilievo, approdata sugli scaffali, è “La caduta di Napoleone” di Stefan Zweig (Garzanti), così come di rilievo è il volume “Massime e pensieri di Napoleone”, in libreria con Sellerio, redatto da Honoré de Balzac. Il giornalista e storico Sergio Valzania, invece, considera l’esperienza napoleonica sotto il profilo militare. Nel volume “Napoleone e la guardia imperiale. La storia delle truppe che permisero al generale di costruire un impero” in libreria con Mondadori (collana Le Scie), infatti, descrive il rapporto fra Bonaparte e i suoi soldati. Le sue fortune militari sono dovute ai grognards, i brontoloni, come lui stesso li ha battezzati affettuosamente. Sono i soldati della Guardia imperiale che lo hanno seguito nelle sue campagne belliche. Valzania va alla ricerca della loro storia, dalla loro nascita in Italia come scorta personale del generale fino allo scioglimento avvenuto alcuni mesi dopo la battaglia di Waterloo, per opera di Luigi XVIII che diffidava, a ragione, di un esercito che dopo avergli giurato fedeltà lo aveva abbandonato per seguire Napoleone nella sua ultima impresa. Vittorio Criscuolo, docente di Storia moderna e Storia dell’età dell’Illuminismo e delle Rivoluzioni all’Università Statale di Milano, ricostruisce infine il mito sviluppatosi subito dopo la sua morte. Nel saggio “Ei fu. La morte di Napoleone”, edito da il Mulino, lo storico parte dalla descrizione degli ultimi giorni nell’isola di Sant’Elena e segue la costruzione della sua leggenda. Un mito che ha segnato l’immaginario dell’Ottocento, e non solo, e che ha raggiunto uno dei suoi momenti culminanti nel corso della grandiosa cerimonia del ritorno delle ceneri a Parigi nel 1840.

Gli ultimi giorni di vita sono anche al centro del contributo di Luigi Mascilli Migliorini, professore di Storia moderna e accademico dei Lincei, con “L’ultima stanza di Napoleone. Memorie di Sant’Elena”, appena arrivato in libreria con Salerno Editrice. Lo studioso ripercorre il profondo lavorio interiore cui si dedicò il condottiero nel corso del suo soggiorno nell’isola, arricchito anche da attività pratiche come quella del giardinaggio. Un periodo nel quale, allontanando i fantasmi del passato, usò il tempo dell’esilio per guardarsi dentro, lavorare sulla memoria scoprendo il suo spazio interiore. Non manca “Vita di Napoleone” raccontata da lui medesimo” (Luni) pubblicata nel 1817 a Londra. Un manoscritto, arrivato da Sant’Elena, il cui autore è rimasto anonimo. Matteo Palumbo, ordinario di Letteratura italiana a Napoli, è l’autore, viceversa, di “Ei fu. Vita letteraria di Napoleone da Foscolo a Gadda” edito da Salerno Editrice. Il libro approfondisce il Napoleone tema letterario, fonte di ispirazione di tanti intellettuali. È un simbolo della fede per Manzoni o un modello di successo borghese per Svevo. Si trasforma in apparizione onirica nel bosco del Barone rampante di Calvino. Compare in una celebre battuta di Miseria e Nobiltà. Viene usato da Gadda per contrapporre le falsificazione della poesia agli orridi veri della vita.

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