Vernissage dedicato al grande designer campano scomparso nel 2011

NAPOLI – Da alcune settimane è visitabile presso la Fondazione PLART di Napoli una mostra dedicata al designer campano Ugo Marano, scomparso nel 2011.   Curata da Marco Di Capua e voluta soprattutto da Maria Pia Incutti, direttrice dell’istituzione museale che la ospita, in memoria del suo caro amico artista, l’esposizione ne contiene i principali lavori. Dal legno all’avorio, dalla ceramica al vetro: usando i più svariati materiali nell’arco della sua carriera, Marano ha saputo mirabilmente conferire persino agli oggetti di vita quotidiana il valore di opera d’arte.

Il repertorio spazia così da fugaci ma allo stesso tempo accurati schizzi, a produzioni per committenze a Napoli ed altre città. Nel 1990 per il teatro di Villa Patrizi nel capoluogo partenopeo (attualmente in disuso), Marano realizzò una serie di sedili lignei, le “Signore Sedie”, le cui protomi richiamano alla mente la “mission” del design secondo l’autore, ossia superare i meri concetti di utilità e serialità per aiutare, invece, l’uomo a ritrovare un profondo rapporto con la natura: una mamma, quest’ultima, alla quale volle forse tributare un ringraziamento per aver risparmiato la sua casa dal drammatico terremoto del 23 novembre 1980.  Sempre al mobilio del piccolo edificio teatrale appartiene altresì la consolle “Il Vulcano del Mondo Sospira a Mezzanotte”: il riferimento qui è al Vesuvio ed alla grande energia che inevitabilmente sa infondere a coloro che abitano alle sue pendici.

Tonalità cerulee connotano gli oggetti in terracotta smaltata facenti parte dell’arredo di una villa di proprietà di Marano a Palinuro, detta l’Incompiuta: dal camino ai lampadari sino ai treppiedi ai quali era solito sedersi in compagnia di amici.

Per volontà di Maria Pia Incutti, il designer di Cetara prese parte nel 2004 all’opera di arredamento del villaggio Verdalia nei pressi di Lecce: un’oasi per i turisti, ricavata all’interno di un’antica cava del Salento che venne abbellita con produzioni di scultori e pittori contemporanei attivi in Europa. Da tale contesto sono stati prelevati per l’esposizione al PLART la “Panca degli Sposi” con gli annessi lampioncini a forma di alberello ed alcuni piatti e vasi (i cosiddetti “Maestosi”) decorati con motivi riconducibili alla sessualità.

Di notevole pregio, infine, due mosaici, il “Torno Subito” e il “Fine Ira”, che oltre ad esprimere  stati d’animo vissuti da Marano, costituiscono una sorta di risposta alla crisi contemporanea dell’arte musiva, e due filmati: nel primo, l’amica Incutti ricorda l’autore dalla personalità spesso inquieta attraverso aneddoti; nel secondo, invece, viene documentato ciò che resta del suo atelier.

Angelo Zito

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