Al Mann le case e i monumenti di Pompei

Presentata la riedizione del volume dei fratelli Felice e Fausto Niccolini sulla pittura pompeiana a cura di Valentin Kockel e Sebastian Schutze

Dalla ripubblicazione critica di uno storico catalogo un nuovo contributo allo sviluppo degli studi sulle antichità vesuviane. E’ stato presentato nel pomeriggio di oggi, giovedì 2 febbraio, al Mann  “Le case e i monumenti di Pompei”, riedizione del volume dei fratelli Felice e Fausto Niccolini a cura di Valentin Kockel e Sebastian Schutze, archeologi delle università di Augusta e di Vienna.

“E’ un onore per me oggi presiedere questo evento, nel luogo che custodisce il maggior numero di affreschi provenienti dall’area vesuviana – ha affermato Valeria Sampaolo che ha fatto gli onori di casa in veste di Conservatore delle collezioni del museo partenopeo – Il lavoro di Kockel e Schutze ricostruisce in modo enciclopedico un preciso segmento della ricerca archeologica a partire dai suoi inizi, ovvero i cinque tomi delle Antichità di Ercolano volute da Carlo di Borbone che raffiguravano pitture scoperte all’interno di importanti contesti come la casa del Chirurgo e i Praedia di Giulia Felice”.

“Nella prima sezione del volume il saggio di Valentin Kockel delinea un quadro della storia della documentazione delle pitture vesuviane nell’Ottocento – ha proseguito Irene Bragantini, docente di archeologia classica dell’Università Orientale – dal quale traspaiono le autorevoli personalità a confronto di Giuseppe Fiorelli e di Antonio Niccolini e dei suoi figli. Nel suo contributo Schutze, invece, si sofferma attentamente sulla fortuna che il mito di Pompei ha avuto nelle arti visive in Europa, ricollegandosi ad una vasta tematica affrontata già lo scorso anno in una mostra allestita qui al Mann e all’Anfiteatro di Pompei. Le restanti due sezioni del libro  – ha concluso Bragantini – ripropongono i disegni eseguiti dai Niccolini e dai loro collaboratori nonché un’appendice bibliografica di grandissima utilità per tecnici e semplici amatori d’arte”.

Valentin Kockel ha poi raccontato al pubblico del Mann alcuni passaggi che hanno scandito la sua ricerca: “A Gottingen ebbi modo di consultare il primo dei fascicoli dei fratelli Niccolini, tanto grande da richiedere un intero tavolo vuoto della biblioteca dell’università! Analizzando il corpus degli autori ho riscontrato due aspetti tecnici importanti: da una parte, un ottimo utilizzo della litografia a colori; dall’altra, un rigoroso criterio scientifico con cui sono stati affrontati gli argomenti, ovvero una suddivisione per tipologie architettoniche. Nel saggio contenuto nel libro, tuttavia, ho avanzato allo stesso tempo osservazioni, come ad esempio gli eccessivi “abbellimenti” di talune immagini che fanno ipotizzare una non diretta visione degli originali da parte degli autori”.

“La riscoperta delle pitture romane dell’area vesuviana diede un contributo decisivo alla rinascita dell’arte visiva in Europa nel Settecento – ha affermato Sebastian Schutze nel suo intervento – Basti pensare a Mengs che nel suo “Giove e Ganimede”, una delle opere che inaugura la stagione neoclassica, si richiama ad un modello ercolanese come l’Achille e Chirone. Anche artisti del calibro di De Chirico e Picasso, all’indomani del primo conflitto mondiale, si rivolsero a Pompei vedendo nelle sue vestigia la sicurezza della “tradizione” che rivive poi nelle opere fasciste di Sironi, Carrà e Funi”.

“Le case e i monumenti di Pompei”, venduto ad un prezzo scontato esclusivamente nel pomeriggio di oggi, è disponibile presso il bookshop del Mann.

Angelo Zito

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