Addio Nardiello, scrittore con le passioni del calcio e dell’antimafia

Giornalista e autore di diverse opere, salernitano e supertifoso della squadra granata. Ideatore del Festival dell’Impegno Civile. Aveva 47 anni, lo ha ucciso il Covid

Una beffa atroce del destino: se n’è andato quando pareva che il peggio fosse alle spalle. Ma il Covid è una malattia vigliacca, e si è presa il giornalista e scrittore Pietro Nardiello. Aveva appena 47 anni, si era ammalato una ventina di giorni fa. E aveva raccontato la sua lotta in ospedale sui social. Salernitano e tifosissimo della squadra della sua città – omaggiata con il blog Chiacchiere granata – viveva e lavorava tra Napoli e il Casertano. Collaborava con Articolo 21 e la redazione napoletana di Repubblica. Anche autore della trasmissione di radio Rai Tre Parole Fuori dal Vulcano, ispirata alla musica napoletana e popolare del Sud Italia. Ai microfoni di Radio Sportiva raccontò il cammino della Salernitana. All’attivo anche collaborazioni con il DRI-Ente Interregionale, Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’organizzazione di eventi. Tre grandi passioni, nella vita di Nardiello: la legalità, la letteratura e il calcio. Alla prima, tra l’altro, ha dedicato una rassegna: il Festival dell’impegno civile, kermesse ospitata nei beni confiscati alla camorra. Tanti i volumi pubblicati, da autore e curatore, tra sport e antimafia. “A casa del boss”, inserito nell’antologia “Strozzateci Tutti”, (Aliberti Editore 2010); “Il Festival a casa del boss”, (Phoebus ed. 2012); “Un sogno meraviglioso” (Graus Editore, novembre 2014); “Guidaci ancora Ago”, (Eclettica Edizioni, dicembre 2014), consacrato ad Agostino Di Bartolomei, ex capitano di Roma e Salernitana; “Salernitana 19:19 dalla D alla B alzando le coppe” (Print’Art Edizioni ed. 2016); “Il Grande Torino – campioni per sempre” (Absolutely Free Editore ed. 2017); “Interrompo dal San Paolo” (Giammarino Editore 2020).

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