La “dedica” di Chiara Rapaccini sta attraversando tutto il paese

 

NAPOLI – Al grandissimo regista italiano, Mario Monicelli, a cento anni esatti dalla sua nascita, la pittrice e designer RAP, acronimo di Chiara Rapaccini, ha dedicato una mostra fotografica itinerante che ormai da alcune settimane è ospitata presso il PAN di Napoli.

Circa vent’anni fa  la curatrice ebbe modo di incontrare a Roma il maestro Monicelli mentre si accingeva a gettare in un cassonetto alcuni sacchi pieni di fotografie riguardanti la sua lunghissima carriera: “roba vecchia”, così definita dal regista, sempre animato da nuovi stimoli ed obiettivi, che invece, salvata dall’oblio, ha costituito la base essenziale per la presente esposizione.

Uno dei principali temi è certamente la rappresentazione del profondo rapporto di stima e amicizia tra Monicelli e i tanti attori alle sue dipendenze: per gentile concessione della famiglia De Filippo, è visibile al pubblico una foto ricordo del regista insieme ad Eduardo, Titina, Steno, Aldo Fabrizi e Walter Chiari. Al di là di una rara immagine che lo ritrae da bambino, Monicelli è colto quasi sempre nelle restanti intento a svolgere il suo lavoro. Molto interessanti i backstage dei suoi film: dalle pellicole d’esordio negli anni Cinquanta sia di carattere comico (“Risate di gioia” con Totò) che drammatico (“La Grande Guerra” con Tiberio Murgia e Silvana Mangano) ai primi capolavori del decennio seguente, quali “Casanova ‘70” con Marcello Mastroianni e Michelle Mercier e “L’armata Brancaleone”. A quest’ultimo ed ai successivi episodi della serie, è dedicata una gran quantità di fotografie, in cui è possibile apprezzare la grande verve con cui il regista impartiva le sue direttive sul set ad attori del calibro di Vittorio Gassman e Paolo Villaggio. Suggestivi, inoltre, alcuni retroscena delle produzioni degli anni Settanta , in cui Monicelli ebbe modo di dirigere Mariangela Melato in “Caro Michele”, Giancarlo Giannini e Goldie Hawn in “Viaggio con Anita”, Renzo Montagnani, Ugo Tognazzi e gli altri “compagni di bravate” nel capolavoro “Amici miei”.

Per la sezione inerente ai lavori degli anni Ottanta, di notevole pregio sono gli scatti relativi alla realizzazione del “Marchese del Grillo”, con il regista colto spesso nell’istruire amorevolmente Alberto Sordi; altrettanto significativo, inoltre, un momento di convivialità sempre con lo stesso attore romano, Ugo Tognazzi e Maurizio Nichetti in un rigido giorno d’inverno per le scene di “Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno”.

Anche nel corso degli anni Novanta e nei primi del nuovo millennio, Monicelli fu sempre molto attivo e prolifico: meno noti al grande pubblico ma con un ricco parterre di interpreti, “Parenti serpenti” con Monica Scattini e Cinzia Leone, e “Le rose del deserto”, considerabile l’ultima sua grande fatica, con Michele Placido e Alessandro Haber.

In appendice a tale corpus fotografico, infine, una raccolta di 17 acrilici su carta dipinti dalla curatrice della mostra, in cui i volti di Monicelli, Totò, Mastroianni, emergendo da un “fondo bianco lattiginoso”, appaiono puntualmente circondati da fantasiose nuvolette o da frasi di nostalgia pronunciate dalla stessa RAP per bocca di una bambina vestita a lutto.

Angelo Zito

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