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Scabec e Un’Estate da Re, esposto alla Corte dei conti

Redazione by Redazione
31 Luglio 2019
in Arte e Cultura, Notizie correlate
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La kermesse musicale alla Reggia di Caserta del 2017, alla magistratura contabile un documento firmato dal presidente della commissione regionale trasparenza, Valeria Ciarambino, e altri consiglieri del M5S. L’accusa alla società della Regione Campania: “Stessi fornitori e nomine senza trasparenza. Presunti sprechi e procedure illegittime, ennesimo esempio del sistema De Luca”

Presunti sprechi e scarsa trasparenza, esposto alla Corte dei conti regionale sulla Scabec, società in house della Regione per i beni culturali. A firmarlo è il presidente della commissione trasparenza, Valeria Ciarambino, con altri consiglieri regionali del M5S quali Michele Cammarano, Maria Muscarà e Gennaro Saiello. Nel mirino, in particolare, l’edizione 2017 di “Un’estate da re”. È una kermesse di musica classica, promossa da Scabec e allestita alla Reggia di Caserta. “Estate da Re e dei salernitani – afferma Ciarambino-, stessi fornitori e nomine senza trasparenza, tra presunti sprechi e procedure illegittime, è l’ennesimo esempio del sistema De Luca”. La manifestazione, ideata nel 2016, è costata sinora oltre 4 milioni di euro. “Non c’è bando pubblico – accusano i grillini-, non c’è mai stata alcuna manifestazione di interesse, non c’è selezione con criteri di trasparenza. L’ennesimo esempio di un sistema clientelare inaugurato dal governatore”. Il documento lamenta l’assenza del principio di rotazione nelle forniture, raccomandato dall’Anac, per favorire la libera concorrenza.

 

IL CASO MARZULLO

I pentastellati vedono ombre anche sull’edizione 2019 di “Un’estate da re”, presentata oggi, pur non oggetto dell’esposto. “Per la terza edizione consecutiva su quattro, l’incarico di direttore artistico – dichiara la capogruppo del M5S – è stato conferito al salernitano Antonio Marzullo, da anni segretario artistico del Teatro Verdi di Salerno. Un testimone ereditato da Daniel Oren, dal 2017 direttore artistico sempre del teatro salernitano. Docente del conservatorio Martucci, che ha sede non a caso Salerno, per assumere l’incarico Marzullo dovrebbe essere autorizzato dall’istituto di cui è dipendente, con contestuale registrazione sulla piattaforma del Miur. Procedura di cui non c’è traccia né per questa né per altre edizioni”. Secondo il presidente della commissione trasparenza, “l’unico atto documentato è la delibera di nomina da parte del Cda di Scabec, il cui presidente è il salernitano e deluchiano Antonio Bottiglieri”. Riguardo l’edizione 2017 “presumibilmente Scabec – ipotizza l’esposto – avrebbe dovuto affidare il compito ad un direttore artistico mediante una candidatura a carattere concorrenziale e non nominarlo a titolo “amichevole”, vista l’amicizia intima con l’attuale Governatore della Regione Campania. Tale e palese è il favoritismo che vede Antonio Marzullo, già amministratore di una struttura pubblica comunale salernitana (Teatro G. Verdi), disporre e reclutare masse di artisti senza dare alcuna possibilità meritocratica a chi non rientra nella sfera salernitana legata al Teatro Verdi ed ancor di più legata al Conservatorio “Martucci” di Salerno in cui insegna e da cui dovrebbe ottenere speciale autorizzazione, ma non ve n’è traccia, per lo svolgimento di questi incarichi pubblici”. Ulteriori dubbi concernono il contratto di Marzullo, perché “dalla lettura del verbale del maggio 2017 sembrerebbe che il CdA approvasse uno schema”. “Purtroppo – osserva Ciarambino – sembra che questo schema non esiste presso la sede Scabec, ma è stata prodotta una semplice lettera d’incarico”.

 

LA TRASPARENZA DI SCABEC
Nell’atto inviato alla Corte dei conti, non si risparmiano rilievi agli amministratori di Scabec. Oltre a Bottiglieri, nel consiglio siedono l’altro salernitano Nicola Oddati, appena entrato nella segreteria nazionale del Pd di Zingaretti, e l’ex parlamentare dem Teresa Armato (l’unica a non percepire alcun compenso, secondo il sito di Scabec).
“Il presupposto del presente esposto – specificano i firmatari – è costituito dalla scarsa attenzione da parte degli amministratori della Società Scabec (Società Campana Beni Culturali) nei confronti di una oculata gestione del denaro pubblico”. E infatti, si sottolinea la difficoltà nel reperire dati “per la totale mancanza di trasparenza nella pubblicazione degli atti”. L’esposto punta il dito contro “la sezione trasparenza amministrativa del sito web di Scabec”, che non risponderebbe “ai requisiti minimi di compatibilità con quanto stabilito dalla normativa vigente”. Quali le zone d’ombra? “Le sezioni che riguardano i provvedimenti (sia di natura politica che amministrativa) – bacchetta il documento – sono assolutamente privi delle informazioni utili ai cittadini per un controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche come previsto dal D.lgs 33/2013 e ss.mm.ii. I link alle Sezioni provvedimenti dirigenti e provvedimenti organi di indirizzo politico portano a delle pagine vuote. Questo accade almeno da un anno, da quando ho iniziato questo percorso di indagine”.

 

IL ROSSO NEL BILANCIO

Prima di tutto, ad allarmare è il quadro economico di Un’estate da re: nel 2017, ultimo anno di dati ufficiali, le perdite superano il mezzo milione di euro. Un rosso maturato nonostante la presenza di Ennio Morricone. Di preciso, i costi ammontano a 967.929 euro, i ricavi a 430.715. Spulciando nei bilanci, saltano fuori possibili incongruenze. “La cospicua spesa per la comunicazione (62.046 euro, ndr) – argomenta l’esposto – potrebbe lasciar pensare ad una massiccia campagna di divulgazione territoriale; tuttavia sembra che non sia stata supportata da un coinvolgimento, altrettanto massivo, di pubblico giovane proveniente, ad esempio, dalle scuole della nostra regione”.

 

L’ENIGMA DEI CONTRIBUTI
Un’altra presunta anomalia riguarda i contributi: “Nel faldone dei documenti ricevuto, relativo alle forniture per l’esecuzione delle opere di “Estate da Re 2017”, non è presente alcun Documento di Regolarità Contributiva (Durc)”. Si sottolinea che, col in nuovo codice degli appalti, la regolarità contributiva è verificata d’ufficio dalla Stazione Appaltante. “Quindi – chiosa Ciarambino – non solo ritengo che la procedura di autocertificazione sia stata eseguita in violazione alla succitata norma, ma aggiungo che in moltissimi “moduli d’ordine” (modello precompilato per i fornitori del progetto, ndr) manca anche la firma del legale rappresentante della ditta fornitrice che invalida, di fatto, l’intero affidamento”.

LE DOMANDE SULL’INCARICO AL SAN CARLO 
Tra i dati sotto la lente, spunta l’incarico al San Caro. “Il maestro Marzullo, nella sua relazione artistica dell’aprile 2017 – scrivono i grillini-, definisce “congrua” la spesa relativa al coinvolgimento del Teatro San Carlo di Napoli nella misura di €110mila”. Il Lirico napoletano partecipa a tre concerti della kermesse, con orchestra, coro, solisti e direttori. Il totale delle fatture emesse dalla Fondazione Teatro San Carlo risulterebbe 383.408 euro. “Sarebbe opportuno capire – chiede Ciarambino -:perché c’è questo divergenza notevole tra quanto previsto da Marzullo e quanto pagato alla Fondazione? Perché non ci è stata fornita la convenzione, citata nelle fatture, datata 05/2017? Perché il prospetto riepilogativo dei costi imputa al Teatro San Carlo due fatture (la 205/17 e la 252/17) che non sono presenti nei documenti forniti, alterando di fatto le cifre non comprensive delle fatture allegate?”. Domande in attesa di risposta dalla Corte dei conti.

 

L’ASSOCIAZIONE EUROPA IMPRESA MUSICA
In un paragrafo, l’esposto affronta i rapporti con l’associazione salernitana Europa Impresa Musica, cui il Teatro Verdi di Salerno affida il proprio coro. I 90 coristi si esibiscono in quattro serate di “Un’estate da Re 2017”. “Anche in questo caso – afferma Ciarambino – la scelta di aggiudicare questa fornitura del valore di € 24.400,00 a questa associazione senza alcuna ricerca di mercato e senza chiedere ulteriori preventivi è quantomeno pretestuosa. Anche in questo caso mancano le firme, i documenti e i dati indispensabili per la validità contrattuale del modulo d’ordine; infine manca l’evidenza scritta della regolarità contributiva”. La scelta ricade sull’associazione “grazie ad una richiesta scritta che – scrivono i grillini – il direttore artistico Antonio Marzullo, invia al presidente di Scabec. In questa missiva, che non reca alcuna data, il direttore artistico scrive coniugando i verbi al passato, dando l’idea che la stessa sia posticipata alla manifestazione e, quindi, creata ad hoc (una pezza d’appoggio), in pratica uno scellerato tentativo di giustificare una scelta già prestabilita”. L’esposto, quindi, prova ad accendere i fari su Europa Impresa Musica. “Questa Associazione – si sostiene – è già nota nell’ambiente artistico campano, infatti essa è già destinataria di svariati milioni di euro erogati dal Comune di Salerno per la fornitura dei cori impegnati nelle opere liriche del Teatro Verdi di Salerno. In due stagioni teatrali l’associazione “Europa Impresa Musica” ha incassato dal Comune di Salerno la notevole cifra di € 1.060.501,00. Davvero un ottimo risultato per una realtà così giovane!”. Difatti, è del gennaio 2017 l’iscrizione dell’associazione nel registro delle Imprese di Salerno. “È davvero incredibile che – aggiunge l’esposto – Antonio Marzullo, anche segretario di produzione per le opere liriche salernitane, sia colui che affida sempre a questa associazione tutti gli incarichi di fornitura del coro; sarebbe interessante conoscerne le motivazioni visto che questa associazione non gode di ottima fama, infatti è stata denunciata da un gruppo di cantanti tra i 20 e i 25 anni, alcuni di loro allievi del Conservatorio Martucci di Salerno, altri di Napoli e di Avellino che, nonostante si siano esibiti durante tutto il periodo della rassegna (con anche dei concerti in aggiunta a Vallo della Lucania, al Chiosco del Duomo e all’Arena del Mare) non hanno mai ricevuto il compenso pattuito con l’Associazione Europa Impresa Musica”. L’accusa relativa ai mancati compensi è ricavata da denunce sulla stampa, pubblicate un anno fa. I pentastellati rimarcano che “le fatture all’impresa da parte di Scabec risultano tutte onorate”.

I “PREVENTIVI FANTASMA”

Tra i casi sollevati, “la presunta mancanza di richiesta di almeno 5 preventivi, così come previsto dal Consiglio d’Amministrazione di Scabec del 19 maggio 2017, dai fornitori elencati nel registro apposito della Società. Infatti nella documentazione fornita non c’è traccia di preventivi”. Il cda credeva necessario chiedere cinque preventivi per gli affidamenti sotto la soglia dei 40mila euro. Questo, benché la legge consenta affidamenti diretti, per tali somme.
Ma nelle carte “non c’è traccia di un documento che possa far credere ad un lavoro di ricerca sul mercato per individuare i miglior fornitori (in termini di qualità ed economicità) per questa spesa milionaria”.

LA BACCHETTA DI MORRICONE

Una nota di colore “pagata con i nostri soldi”, infine, viene definita “la fornitura e realizzazione della bacchetta per direttore d’orchestra”. La bacchetta è destinata a Morricone, e viene descritta nei dettagli: impugnatura in corallo madreperla, argento e la scritta personalizzata per il grande maestro. “Questo omaggio – annota l’esposto – è costato la modica cifra di 427 euro di soldi pubblici”.

Gianmaria Roberti

(Foto Un’Estate da Re/Fb)

Tags: corte dei contiRegione Campaniascabecun'estate da re
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