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Clima, la ragazzina che sfida i politici: “Siete degli irresponsabili”

Redazione by Redazione
21 Febbraio 2019
in Attualità, Economia e Società, Notizie correlate
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Greta ha rivendicato le lotte delle centinaia di migliaia di studenti liceali che, dalla Svezia al Belgio a tutta l’Europa, stanno scioperando e manifestando da mesi per il clima con scadenza settimanale

Una ragazzina svedese di 16 anni ha sfidato oggi a Bruxelles i leader politici dell’Unione europea e del mondo intero a smettere di “agire come bambini viziati irresponsabili”, non ascoltando la comunità scientifica e non garantendo che siano drasticamente ridotte le emissioni responsabili del cambiamento climatico, per mantenere l’aumento del riscaldamento globale sotto i 1,5 gradi centigradi.

Con un discorso semplice ed emozionante sulla necessità di garantire un futuro al Pianeta e all’umanità, la giovanissima Greta Thunberg ha catturato l’attenzione dei media che seguivano la plenaria del Comitato economico e sociale europeo, a cui partecipava anche il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker. Greta ha rivendicato le lotte delle centinaia di migliaia di studenti liceali che, dalla Svezia al Belgio a tutta l’Europa, stanno scioperando e manifestando da mesi per il clima con scadenza settimanale. E ha chiesto ai politici di “fare i loro compiti, perché – ha detto – noi abbiamo fatto i nostri”.

La risposta di Juncker non poteva essere più deludente. Quando ci si aspettava che riproponesse una visione all’altezza della sfida, ricordando l’impegno pioneristico dell’Ue nella lotta al cambiamento climatico e promettendo di fare di tutto per moltiplicare l’impegno e l’ambizione ancora insufficienti dell’Europa in questo campo, il presidente della Commissione ha piagnucolato: “Non vorrei che si nutrisse troppa speranza nell’Unione europea. L’Ue non può fare tutto. Bisogna venire a patti con le realtà nazionali, regionali, locali”.

Juncker ha ricordato che una delle decisioni che la sua Commissione ha deciso di non fare è stata l’armonizzazione degli scarichi dei bagni, perché, ha spiegato, anche se effettivamente questo avrebbe risposto a un obiettivo ecologico, di risparmio ed efficienza, non avrebbe fatto una bella figura a presentare alla stampa quel provvedimento nel bel mezzo delle grandi crisi in corso.

Ha ricordato, il presidente della Commissione, che il suo Esecutivo Ue aveva promesso di essere “grande sulle grandi cose e piccolo sulle piccole”, e ha rivendicato con orgoglio di aver presentato molte meno iniziative legislative dei suoi predecessori e di averne ritirate molte. Qualcuno deve avergli dato una traccia di discorso sbagliata, perché alla fine la sensazione che si aveva, dopo aver sentito Greta, è che questa Commissione europea sia in realtà, semplicemente, piccola e inadeguata sulle grandi cose. E Juncker vecchio e stanco.

Poco dopo i giornalisti hanno chiesto a Greta una commento sulla risposta del presidente della Commissione. “Penso che sia un po’ andato fuori tema, ha parlato di conflitto. E’ stato triste”, ha sentenziato la ragazzina. “La gente ci dice che ha speranza, che spera che i giovani salveranno il mondo. Ma noi non lo faremo. Semplicemente, non c’è abbastanza tempo per noi per crescere e prendere il potere. Perché entro il 2020 dovremmo aver invertito, verso il basso, la curva delle emissioni. E il 2020 è l’anno prossimo”. Questo è il messaggio di Greta e dei ragazzini che manifestano come lei ogni settimana in Europa, e che oggi pomeriggio hanno sfilato  con lei in corteo a Bruxelles. Ma Juncker evidentemente, come tutti gli altri leader politici del mondo, non considera degna di ascolto una ragazzina.

 

Tags: climaGreta ThunbergJean Claude Juncker
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