Domani alle 16 su Radio Amore si discuterà dell’espansione dello scalo e dell’alternativa Grazzanise
Il futuro dell’Aeroporto Internazionale di Napoli entra nel vivo dello scontro politico, sociale ed economico. Da un lato c’è la visione della società di gestione GESAC e dei costruttori dell’ACEN, che blindano il piano di sviluppo dello scalo con un nuovo protocollo per la legalità e investimenti milionari. Dall’altro si leva la voce netta dei comitati di quartiere e dei residenti, che bocciano senza appello l’espansione nel cuore del tessuto urbano e tornano a invocare il rilancio dello scalo di Grazzanise.
L’accordo GESAC-ACEN: sistema di regole per la prevenzione e sicurezza sul lavoro
Proprio in queste ore, Antonio Savarese, Presidente dell’ACEN (Associazione Costruttori Edili della Provincia di Napoli), e Roberto Barbieri, Amministratore Delegato di GESAC, hanno sottoscritto il “Protocollo per la legalità, la trasparenza, la sicurezza e la sostenibilità degli appalti”. L’intesa si applica alle procedure di affidamento legate al Masterplan 2035, lo strumento di pianificazione approvato da ENAC nell’agosto 2026 che ridisegna lo scalo di Capodichino con oltre 250 milioni di euro di investimenti (di cui 230 milioni da risorse private).
Il piano prevede l’acquisizione di circa 170 mila metri quadrati di nuove aree, la realizzazione di un nuovo terminal extra Schengen da 15 mila metri quadrati, nuove piazzole per aeromobili, un’area cargo-logistica, un Airport hotel e l’interramento di Viale Maddalena — con 13 milioni destinati alla sostenibilità ambientale per restituire spazi verdi e collegamenti ciclopedonali al quartiere. L’obiettivo dichiarato dal gestore è raggiungere quota 17,3 milioni di passeggeri l’anno al 2035 senza incrementare la capacità oraria, puntando su aerei più grandi e una programmazione efficiente.
Il protocollo sottoscritto con l’ACEN mira a introdurre un sistema di regole per la gestione dei cantieri attraverso la prevenzione rigorosa delle infiltrazioni criminali in sinergia con Prefetture, Forze dell’Ordine e Ispettorato del Lavoro. La digitalizzazione totale delle procedure di gara, bandi e pagamenti tracciabili lungo l’intera filiera. Verifiche ferree su congruità della manodopera, regolarità contributiva e rispetto dei contratti, con punteggi premiali per le imprese che garantiscono salari superiori ai minimi e la sospensione immediata delle attività in caso di gravi pericoli. Applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), economia circolare, riduzione delle emissioni e monitoraggio costante tramite un Tavolo Tecnico Permanente GESAC-ACEN.
La mobilitazione dei comitati: “Capodichino è insostenibile”
All’entusiasmo di istituzioni e parti datoriali fa riscontro la durissima opposizione dei comitati civici. Il comitato No Fly Zone ha lanciato un allarme frontale contro il progetto, definendo l’ampliamento un’opera insostenibile e incompatibile con un’area densamente popolata come la città metropolitana di Napoli (circa 3 milioni di residenti).
Nel mirino finiscono i rischi strutturali, l’inquinamento acustico e gli impatti sanitari cumulativi sulla popolazione di quartieri particolarmente esposti come Capodichino e San Pietro a Patierno. Le associazioni denunciano una palese deviazione rispetto alle conformità internazionali e chiedono a gran voce lo stop immediato al Masterplan di Capodichino, rilanciando al contempo la riconversione a uso civile della base militare di Grazzanise per decongestionare efficacemente il traffico aereo regionale.
I riflettori si accendono domani su Radio Amore
Il clima di forte tensione e le contraddizioni di un aeroporto che sceglie di ampliarsi anziché delocalizzare saranno al centro del dibattito radiofonico di domani, martedì 29 settembre, alle ore 16:00. Sulle frequenze di Radio Amore (105.80 FM, web e Facebook) andrà in onda la prima puntata della terza edizione del format “Napoli, meraviglie e contraddizioni”, intitolata significativamente: «Capodichino si allarga (e non si sposta): l’espansione di un aeroporto che ignora il piano regolatore».
L’incontro, condotto da Sandro Fucito, vedrà la partecipazione di ospiti pronti ad analizzare luci e ombre del progetto: Ciro Crescentini, Direttore de Il Desk; Giancarlo Avolio, Ingegnere e residente della zona collinare di Napoli; Carlo Iannello, Docente di Diritto Ambientale all’Università Vanvitelli; Aldo Buonomo, esponente della Rete sociale no box – diritto alla città; Stefania Cappiello, Presidente del Comitato “No fly zone”.
Un appuntamento imperdibile per capire se la crescita economica dello scalo campano riuscirà davvero a convivere con le tutele ambientali e i diritti dei cittadini residenti.
Ciro Crescentini
