Il ministro della Difesa smonta l’allarme lanciato dal quotidiano El Mundo basato su fonti anonime: “Nessuna conferma, non serve ulteriore benzina sul fuoco”.
Un presunto dossier della CIA rilanciato con enfasi dalla stampa internazionale si è rivelato l’ennesimo fuoco di paglia fondato sul nulla. Nelle scorse ore, il quotidiano spagnolo El Mundo ha pubblicato un articolo allarmistico sostenendo che la Russia starebbe pianificando azioni mirate – tramite navi e droni – contro alcuni Paesi europei, tra cui Italia, Francia e Spagna. L’obiettivo dichiarato di Mosca sarebbe quello di indebolire il sostegno finanziario e militare a favore dell’Ucraina.
Tuttavia, la notizia è stata prontamente smontata e rispedita al mittente. A intervenire con decisione è stato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha bollato l’indiscrezione come priva di qualsiasi fondamento reale.
La reazione del ministro Crosetto: “Non serve ulteriore benzina sul fuoco”
Affidando la propria replica a un messaggio pubblicato sui social media, il titolare del dicastero della Difesa italiano ha voluto spegnere immediatamente sul nascere qualsiasi clima di tensione ingiustificata. “Non serve a nessuno e non trova alcuna conferma l’allarme lanciato questa mattina da un quotidiano spagnolo che ipotizza possibili attacchi ad Italia, Spagna e Francia da parte di navi e droni russi. Già viviamo in tempi difficili e ‘nervosi’ e non serve a nessuno ulteriore benzina sul fuoco”, ha dichiarato Guido Crosetto.
Parole nette che evidenziano la pericolosità di un giornalismo incline al sensazionalismo, capace di amplificare tensioni in un contesto geopolitico internazionale già estremamente delicato e complesso.
Fonti fragili e anonime: il metodo discutibile di El Mundo
Ciò che rende questa vicenda particolarmente paradossale è la fragilità estrema delle fondamenta su cui poggiava l’articolo del giornale di Madrid. La testata spagnola, infatti, ha costruito il proprio impianto accusatorio basandosi esclusivamente su fantomatiche fonti diplomatiche anonime e su non meglio precisati servizi di intelligence dei Paesi baltici, citando in modo fumoso un presunto “dossier dettagliato” della CIA che nessuno ha mai visto ufficialmente.
Affidarsi a sussurri d’agenzia anonimi e a spifferi d’intelligence non verificati per orchestrare uno scenario di guerra ibrida direttamente nel Mediterraneo rappresenta un modo di fare informazione superficiale e irresponsabile. Diffondere simili fake news non fa che disorientare l’opinione pubblica, alimentando paure infondate e offrendo un assist perfetto alla propaganda e alla destabilizzazione psicologica, proprio mentre le istituzioni europee lavorano per la stabilità e la sicurezza collettiva.

