Oltre 150 pazienti sarebbero rimasti con trattamenti dentistici incompleti mentre continuano gli addebiti dei finanziamenti sottoscritti
Prendono ufficialmente il via le prime iniziative formali promosse da Federconsumatori Campania APS nei confronti della Sanident di via Brin e della DD Società tra Professionisti S.r.l., entrambe coinvolte nella vicenda dell’ambulatorio odontoiatrico napoletano chiuso improvvisamente lo scorso marzo. Una situazione che, dopo le numerose segnalazioni dei pazienti rimasti senza assistenza, è già finita all’attenzione della Procura di Napoli.
Attraverso il legale dell’associazione, l’avvocato Carlo Spirito, sono state inviate le prime diffide ad adempiere alle società interessate. L’obiettivo immediato è ottenere la ripresa e il completamento delle cure interrotte oppure, in alternativa, la risoluzione formale dei contratti stipulati dai pazienti.
La struttura sanitaria aveva cessato improvvisamente l’attività il 20 marzo scorso; poche settimane dopo, il 22 aprile, sarebbero stati eseguiti lo sfratto per morosità e la rimozione dell’insegna. Da quel momento oltre 150 persone si sarebbero ritrovate senza riferimenti medici, spesso nel pieno di trattamenti odontoiatrici complessi già iniziati. In molti casi, però, i finanziamenti sottoscritti per sostenere le spese continuano ancora oggi a generare addebiti mensili.
Nella diffida viene concesso un termine di venti giorni per adempiere agli obblighi contrattuali. Decorso inutilmente tale termine, i contratti potranno considerarsi risolti ai sensi degli articoli 1454 e 1455 del Codice civile. Contestualmente viene richiesta anche la consegna completa della documentazione sanitaria dei pazienti, necessaria per consentire la prosecuzione delle cure presso altri studi specialistici.
Secondo il presidente di Federconsumatori Campania APS, Giovanni Berritto, la vicenda presenta aspetti particolarmente gravi sotto il profilo sociale e umano. L’associazione parla infatti di famiglie che avrebbero affrontato sacrifici economici significativi per accedere a cure odontoiatriche costose, talvolta fino a ventimila euro, ritrovandosi oggi con trattamenti incompleti e senza alcuna assistenza. Tra i casi segnalati vi sarebbero anche pazienti con interventi invasivi già eseguiti ma non ultimati, mentre le rate dei prestiti continuano regolarmente a essere prelevate dai conti correnti.
L’avvocato Carlo Spirito sottolinea inoltre che la priorità, in questa fase, è interrompere gli effetti economici dei contratti ancora attivi. Il riferimento normativo indicato dall’associazione è l’articolo 125-quinquies del Testo Unico Bancario, che disciplina i contratti di credito collegati. In presenza di un inadempimento del fornitore del servizio, spiega il legale, il consumatore può chiedere la risoluzione anche del finanziamento associato, ottenendo così la sospensione degli addebiti e la restituzione delle somme eventualmente già versate.
Per questo motivo le diffide vengono inviate anche alle società finanziarie coinvolte, così da metterle formalmente a conoscenza della situazione. In un secondo momento, aggiunge l’associazione, potranno essere avviate ulteriori azioni per il recupero delle somme pagate e per l’eventuale richiesta di risarcimento dei danni subiti dai pazienti, sia sotto il profilo economico sia personale.
Federconsumatori Campania invita intanto tutti i cittadini interessati dalla vicenda — pazienti con cure sospese, prestazioni non concluse, anticipi già versati o finanziamenti ancora in corso — a rivolgersi agli sportelli dell’associazione per ricevere assistenza.
La sede principale si trova a Napoli, in Piazza Garibaldi 26. È consigliato presentarsi con tutta la documentazione disponibile: contratto sottoscritto con la clinica, ricevute di pagamento, contratto di finanziamento, eventuali certificazioni mediche e ogni comunicazione ricevuta dalla società dopo la chiusura della struttura.
Ciro Crescentini

