Presidio alle 11 in Piazza dei Martiri: proteste su università, caro affitti e politiche del governo
Il prossimo 7 maggio gli studenti universitari torneranno in piazza anche a Napoli per uno sciopero che si inserisce in una mobilitazione più ampia contro le politiche del governo guidato da Giorgia Meloni. L’appuntamento è fissato alle ore 11 in Piazza dei Martiri, dove è previsto un presidio promosso dal collettivo Cambiare Rotta.
Nel comunicato diffuso dagli organizzatori emergono toni duri e una critica complessiva alle scelte dell’esecutivo in materia di università, welfare e politica internazionale. «Questo governo ci sta rubando il futuro. I venti di guerra già stanno soffiando a casa nostra, aumentano benzina, gli affitti, i beni di prima necessità, e l’unica risposta del governo è militarizzazione e riarmo, a partire dalle nostre università, fino alla proposta di reintrodurre la leva militare», si legge nella nota.
Nel mirino degli studenti anche le politiche del Ministero dell’Università, guidato da Anna Maria Bernini. «Nel frattempo la ministra Bernini taglia i fondi all’università. La formazione diventa sempre più un privilegio e il diritto allo studio, a partire da borse e alloggi, un miraggio per pochi», prosegue il comunicato.
Le critiche si estendono alle riforme in discussione: «Senza parlare delle riforme disastrose che stanno mettendo in campo, a partire dal semestre filtro fino arrivare alla precarizzazione della ricerca e alla riforma della governance che vorrebbe trasformare le università in caserme-azienda».
Il collettivo sottolinea anche la dimensione sociale della protesta e rilancia una piattaforma rivendicativa ampia: «Vogliamo borse di studio, per tutti e con importi adeguati all’inflazione che impenna. Servono case e studentati, non speculazione e campus privati. Servono più aule e meno bombe!».
Infine, un passaggio sulle condizioni di vita degli studenti e dei giovani lavoratori: «Servono servizi, trasporti pubblici, Centri Anti Violenza diffusi ed efficienti contro abusi e ricatti che ogni giorno subiamo. Servono sportelli per l’orientamento e il collocamento, non propaganda per la leva militare».
La mobilitazione del 7 maggio si preannuncia dunque come un momento di forte contestazione e partecipazione studentesca, in un contesto di crescente tensione tra il mondo universitario e le politiche governative.
Ciro Crescentini

