I dati Inail: in calo i decessi rispetto al 2025, ma aumentano gli infortuni nei tragitti casa-lavoro e cambiano le dinamiche tra settori e fasce d’età
Nei primi tre mesi dell’anno i dati Inail sui decessi sul lavoro restituiscono un quadro che, pur mostrando un lieve miglioramento, resta critico. Le vittime complessive sono state 189: di queste, 136 hanno perso la vita durante l’attività lavorativa e 53 negli spostamenti tra casa e lavoro.
Rispetto allo stesso periodo del 2025 si registra una flessione contenuta. I decessi sul luogo di lavoro diminuiscono di 10 unità, mentre quelli in itinere calano di 6. Anche l’incidenza rapportata agli occupati Istat segna un leggero arretramento, attestandosi a 0,56 morti ogni 100mila lavoratori, un valore inferiore sia al 2019 sia all’anno precedente.
A cambiare è però la composizione del fenomeno: la quota delle morti avvenute “in occasione di lavoro” sale al 72% del totale, contro il 67,9% precedente. Questo spostamento è legato soprattutto al calo più marcato degli incidenti in itinere, che si riducono più rapidamente rispetto a quelli verificatisi sul posto di lavoro.
Differenze tra settori: andamenti non uniformi
L’analisi per comparti produttivi evidenzia dinamiche divergenti. Alcuni settori mostrano un miglioramento significativo: nella manifattura i decessi passano da 21 a 13, mentre nel commercio scendono da 14 a 10.
Al contrario, altri ambiti registrano un peggioramento. Crescono gli incidenti mortali nel trasporto e magazzinaggio (da 18 a 20), nei servizi di supporto alle imprese (da 4 a 11), nel comparto alberghiero e della ristorazione (da 0 a 3) e nella sanità e assistenza sociale (da 2 a 3). Un quadro quindi disomogeneo, con riduzioni e incrementi che si bilanciano solo parzialmente.
Infortuni in itinere: meno decessi, più denunce
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda gli infortuni durante il tragitto casa-lavoro. Le denunce superano quota 22mila, in aumento del 9,6%, mentre gli infortuni in occasione di lavoro raggiungono 101.163 casi (+4,4%).
Il dato segnala un ritorno ai livelli pre-pandemici, dopo la riduzione degli spostamenti negli anni precedenti. La ripresa della mobilità quotidiana comporta una maggiore esposizione ai rischi stradali.
Paradossalmente, pur aumentando gli infortuni denunciati, i decessi in itinere diminuiscono. Tuttavia, la loro incidenza sul totale resta significativa, pari al 17,9%, confermando il ruolo centrale della mobilità tra le cause di rischio.
Distribuzione territoriale: differenze tra aree del Paese
A livello geografico si osserva una tendenza complessivamente al ribasso, seppure con eccezioni. Il Mezzogiorno passa da 37 a 27 decessi, il Nord-Est da 30 a 26, il Nord-Ovest da 39 a 38 e il Centro da 29 a 28. Solo le Isole mostrano un incremento, da 11 a 17 casi.
Tra le variazioni regionali più significative si segnalano i cali della provincia autonoma di Bolzano (-5), dell’Abruzzo e dell’Umbria (-4 ciascuna), della Basilicata e della Calabria (-3). Sul versante opposto aumentano i decessi in Sicilia (+4), Veneto (+3) e Sardegna (+2).
Lavoratori più esposti: stranieri, donne e fasce d’età
Alcuni gruppi demografici risultano più coinvolti. Le morti tra le lavoratrici passano da 10 a 11, mentre tra i lavoratori stranieri si registra un aumento da 30 a 39 casi.
L’analisi per età mostra invece un andamento non uniforme: crescono i decessi tra i 35-39enni (da 8 a 11) e soprattutto tra i 60-69enni (da 21 a 32). In calo, invece, le fasce 45-59 anni (da 79 a 66) e 25-34 anni (da 14 a 7).
Il capitolo studenti: numeri in calo ma attenzione alta
Sul fronte scolastico, i decessi scendono da cinque a tre. Le denunce complessive superano però le 27mila unità (+5,6%), un incremento legato anche a una più ampia copertura assicurativa e a una rilevazione più estesa.
Tra queste, 280 riguardano studenti coinvolti in percorsi scuola-lavoro, in forte diminuzione (-54%). La maggior parte delle segnalazioni si concentra in Lombardia, che da sola rappresenta circa un quarto del totale.
L’elevata incidenza di minori di 15 anni (75%) e la prevalenza di incidenti avvenuti in ambito scolastico (97%) suggeriscono che si tratti per lo più di eventi non gravi o legati ad attività ordinarie, piuttosto che a contesti produttivi strutturati.
Ciro Crescentini

