Da Piazza Vittorio la mobilitazione contro guerra e riarmo UE: “Crisi del capitalismo e nuova stagione bellica globale”
Sabato 9 maggio, a partire dalle ore 15:00 da Piazza Vittorio, è in programma a Roma un corteo promosso da molti comitati e organizzazioni comuniste in occasione della Giornata della Vittoria sul nazifascismo. Una mobilitazione che si inserisce nel solco delle celebrazioni del 9 maggio 1945, quando la sconfitta della Germania nazista segnò la fine della guerra in Europa grazie all’avanzata dell’Armata Rossa e alle Resistenze diffuse nel continente .
L’iniziativa non si limita però alla commemorazione storica. Si propone piuttosto come un momento di analisi e mobilitazione politica sull’attuale scenario internazionale, segnato – secondo i promotori – da un ritorno della guerra e da una crescente instabilità globale.
“A distanza di ottantuno anni, la crisi del capitalismo sta portando di nuovo la guerra nell’agenda politica di tutti i giorni, minacciando i popoli del mondo intero”, affermano gli organizzatori, indicando nei conflitti contemporanei e nelle tensioni geopolitiche una manifestazione di questa dinamica.
Nel comunicato vengono citati diversi scenari internazionali come esempi di questa fase: dalla situazione in Medio Oriente fino alle tensioni che coinvolgono vari paesi sotto l’influenza delle potenze occidentali. In questo quadro, la critica si concentra anche sull’Europa e sull’Italia.
“L’Unione Europea e il governo Meloni sono compartecipi di questa deriva guerrafondaia, sostenendo il riarmo come risposta alla crisi”, sostengono i promotori, denunciando in particolare il piano europeo di rafforzamento militare e le politiche di difesa comune.
Il tema del riarmo europeo è infatti centrale nella mobilitazione e si inserisce in un dibattito più ampio che negli ultimi anni ha visto diverse manifestazioni contro l’aumento delle spese militari e la costruzione di un esercito europeo .
Un altro elemento rilevante della piattaforma politica è la critica alle forze politiche italiane considerate alternative al governo ma, secondo gli organizzatori, comunque favorevoli al riarmo.
“Anche le forze del campo largo sostengono la prospettiva di un esercito europeo, con politiche antipopolari e securitarie per chi vive e lavora nel Paese”, si legge nel testo.
Accanto alla dimensione geopolitica, il corteo del 9 maggio vuole rivendicare anche una battaglia culturale e storica. In particolare, viene contestata quella che viene definita una rilettura del passato che tende a equiparare nazismo e comunismo.
“Riaffermare la storia del movimento operaio e comunista significa riaffermare la centralità del socialismo come unica soluzione possibile alla crisi del capitalismo”, dichiarano i promotori.
Il riferimento alla memoria storica si lega così direttamente alla prospettiva politica attuale: il socialismo viene indicato come alternativa sistemica alla crisi economica e sociale contemporanea.
“Mettere al centro la questione del socialismo oggi significa dare una prospettiva concreta ai lavoratori, agli studenti e alle classi popolari”, prosegue il comunicato, sottolineando il ruolo che le organizzazioni comuniste intendono svolgere in questo contesto.
Infine, la manifestazione richiama esplicitamente le esperienze di resistenza internazionale, viste come esempi di lotta contro imperialismo e guerra.
“Nell’esempio della resistenza di Cuba e della Palestina […] scendiamo in piazza per la verità storica della Giornata della Vittoria e contro le falsificazioni della ‘giornata dell’Europa’”.
L’appuntamento del 9 maggio a Roma si presenta dunque come un momento che intreccia memoria storica, critica dell’attualità politica e proposta ideologica, rilanciando lo slogan che dà il titolo alla mobilitazione: socialismo o barbarie.
Ciro Crescentini

