La maggior parte dei pazienti guarisce con riposo e idratazione; forme gravi rare, soprattutto negli anziani
A Napoli e provincia sono stati registrati 133 casi di epatite A nelle ultime settimane, con un picco verificatosi subito dopo le festività natalizie. L’infezione sembra essere iniziata dal consumo di frutti di mare crudi importati dall’estero e si è poi diffusa anche tramite contatti tra persone. La malattia, nella maggior parte dei casi, è autolimitante e guarisce spontaneamente, ma spesso può essere asintomatica, per cui i casi osservati rappresentano probabilmente solo la punta dell’iceberg. La trasmissione iniziale attraverso alimenti è stata seguita da una fase di contagio interumano, rendendo fondamentale rafforzare le misure preventive.
La maggior parte dei pazienti riferisce di aver consumato molluschi crudi, ma sono stati segnalati anche frutti di bosco importati, come ribes, potenzialmente irrigati con acqua contaminata. L’epatite A ha un periodo di incubazione variabile tra 15 e 50 giorni, rendendo difficile stabilire con precisione il momento del contagio.
Controlli e ordinanze
Per contenere il focolaio, il Comune di Napoli ha vietato la vendita e il consumo di frutti di mare crudi nei ristoranti, pescherie e mercati. I carabinieri del Nas, guidati dal comandante Alessandro Cisternino, hanno avviato controlli mirati con prelievi inviati all’Istituto Zooprofilattico di Portici per analisi. Le aziende regolari garantiscono tracciabilità completa del prodotto, mentre il problema principale resta l’abusivismo, stimato intorno al 25% della produzione.
Raccomandazioni per cittadini e operatori
Maria Triassi, professore di Igiene dell’Università degli Studi Federico II di Napoli e dell’Irccs San Raffaele di Roma, sottolinea l’importanza di pratiche preventive: lavaggio accurato delle mani e delle verdure, separazione dei cibi crudi da quelli cotti, e igiene nella manipolazione dei prodotti alimentari. Per chi lavora nella ristorazione, è consigliata la vaccinazione e l’uso di guanti monouso; chi manifesta febbre o malessere non deve manipolare cibi, in particolare pesce crudo.
La maggior parte dei pazienti guarisce con riposo, idratazione e monitoraggio clinico. Le forme gravi, come l’epatite fulminante, sono rare ma richiedono attenzione, soprattutto negli anziani e nei soggetti con patologie epatiche.
Il ruolo della filiera dei molluschi
La produzione campana di molluschi coinvolge circa 80 addetti diretti e una produzione totale di circa 5.000 quintali annui, dagli allevamenti di Castellammare di Stabia a Castel Volturno. I picchi di consumo si verificano durante le festività, con la tradizionale “zuppa di cozze” a Pasqua. Gli esperti sottolineano che i focolai possono essere prevenuti con controlli costanti, filiera tracciata e comportamenti responsabili dei consumatori.
Alma
