Proiezioni con studenti saltano dopo ispezioni e timori disciplinari
Portare Disunited Nations nelle scuole, oggi, è diventato un percorso a ostacoli. Nonostante la programmazione in oltre 120 sale italiane e gli incontri pubblici andati esauriti con Francesca Albanese, il documentario diretto dal regista francese Christophe Cotteret e distribuito da Mescalito Film non riesce a entrare nei circuiti scolastici. I tentativi di organizzare proiezioni mattutine dedicate agli studenti si sono arenati di fronte alle resistenze di dirigenti e insegnanti, preoccupati per le possibili ripercussioni legate alla circolare ministeriale sulla cosiddetta “par condicio” negli eventi scolastici.
Il film affronta il tema del diritto internazionale partendo dalla denuncia di genocidio nella Striscia di Gaza avanzata dalla Relatrice speciale Onu sui Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese. Mentre nelle sale cinematografiche cresce l’interesse del pubblico, il canale dell’istruzione resta di fatto precluso. A spiegare le difficoltà è Giorgio Beltrame, rappresentante di Mescalito Film, che racconta i tentativi fatti a Roma all’inizio di febbraio, in occasione della presenza di Albanese per un evento al Cinema Adriano, sold out.
L’idea era organizzare matinée con dibattito per le scuole superiori, sfruttando la disponibilità della relatrice Onu. Ma le risposte ricevute sono state negative. Le motivazioni, riferisce la distribuzione, ruotano attorno al timore di possibili contestazioni ministeriali. Il clima, rispetto a pochi mesi fa, sarebbe cambiato radicalmente.
«Ci siamo trovati davanti a una chiusura quasi totale. Dirigenti e docenti parlavano apertamente di paura. Hanno usato proprio questa parola: spauracchio», racconta Giorgio Beltrame. «Fino a poco tempo fa Albanese era molto richiesta nelle scuole. Oggi la situazione è diversa».
Il punto di svolta risale ai primi di dicembre. Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, aveva disposto l’invio di ispettori in alcune scuole toscane dove era stato trasmesso un webinar con Francesca Albanese, inserito nel progetto “Quando il mondo dorme”, promosso dalla rete “Docenti per Gaza”. L’iniziativa, collegata all’omonimo libro pubblicato da Rizzoli, aveva coinvolto oltre 230 classi e più di 4.000 studenti nei primi due incontri.
Il provvedimento ministeriale era stato motivato da notizie di stampa che ipotizzavano possibili reati nelle parole della relatrice Onu, accusata – tra le altre cose – di aver incitato gli studenti all’occupazione. Le contestazioni, rilanciate da esponenti locali di Fratelli d’Italia, si sarebbero basate su trascrizioni fornite da studenti. Nonostante ciò, gli ispettori sono stati inviati rapidamente.
In quell’occasione, il ministro aveva anche richiamato una circolare emanata a fine ottobre, con cui si invitavano i dirigenti scolastici a garantire il contraddittorio tra posizioni opposte in occasione di eventi su temi sensibili, di fatto imponendo una forma di equilibrio assimilabile a un confronto pubblico strutturato.
Nei giorni scorsi è arrivata anche una contestazione disciplinare nei confronti di un docente coinvolto nell’organizzazione del webinar. I rilievi riguardano aspetti formali, come la mancata comunicazione collegiale, generalmente non obbligatoria. L’insegnante ha presentato una memoria difensiva; ora si attende la decisione della dirigente scolastica, che potrà archiviare il caso o applicare una sanzione. In ogni caso, l’episodio ha avuto un effetto evidente: rafforzare un clima di cautela diffusa.
Se le scuole restano prudenti, nei cinema il percorso del film prosegue. Oltre alle proiezioni già in calendario, da domani sarà proposta anche la versione integrale del confronto pubblico che ha visto dialogare Francesca Albanese, Cecilia Strada e Giulia Zaccariello, in un dibattito dedicato al conflitto e alla tutela dei civili.
Fuori dall’ambito scolastico, dunque, l’attenzione non si è spenta. Anzi, attorno al documentario continua a muoversi un pubblico che chiede spazi di discussione e approfondimento. Ma nelle aule, almeno per ora, il sipario resta chiuso.
Alma
