A Milano migliaia in piazza, scontri circoscritti e polemica politica
Sabato pomeriggio, a Milano, circa cinquemila persone hanno partecipato a un corteo contro le Olimpiadi che si è svolto senza incidenti per gran parte del percorso. La manifestazione, autorizzata, ha attraversato diversi quartieri della città ed è rimasta pacifica fino al tardo pomeriggio. Le tensioni si sono concentrate in un episodio circoscritto, avvenuto nella zona del Corvetto, dove un gruppo di circa cinquanta manifestanti a volto coperto ha cercato di dirigersi verso la tangenziale. In quel frangente sono stati lanciati alcuni petardi contro le forze dell’ordine.
La polizia è intervenuta con l’uso degli idranti e una breve carica, riuscendo a disperdere il gruppo in pochi minuti. Al termine degli scontri sono state fermate cinque persone. Il resto del corteo si è sciolto senza ulteriori problemi, e non si registrano feriti gravi.
Nella stessa giornata si sono verificati gravi disagi alla circolazione ferroviaria in diverse zone del Paese. Nei pressi di Pesaro un incendio ha interessato una cabina elettrica, mentre lungo la linea Bologna-Padova sono stati individuati due ordigni rudimentali, uno dei quali è esploso. L’episodio ha imposto la deviazione dei treni dell’Alta Velocità sulla linea storica, con ritardi che hanno raggiunto i 120 minuti. Gli inquirenti hanno ipotizzato una possibile matrice anarchica, anche se al momento non risultano rivendicazioni.
È a partire da questi eventi che, nella notte tra sabato e domenica, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sui social network, dando avvio a una narrazione che ha rapidamente trovato eco all’interno del centrodestra. La premier ha rilanciato un video degli scontri di Milano trasmesso da Fox News, accompagnandolo con un commento che accosta manifestazioni, incidenti e sabotaggi. «Migliaia e migliaia di italiani in queste ore lavorano perché tutto funzioni durante le Olimpiadi. Tantissimi lo fanno da volontari, perché vogliono che la loro Nazione faccia bella figura, che sia ammirata e rispettata», scrive Meloni. «Poi ci sono loro: i nemici dell’Italia e degli italiani, che manifestano “contro le Olimpiadi”, facendo finire queste immagini sulle televisioni di mezzo mondo». Nel post vengono richiamati anche i sabotaggi ferroviari: «Dopo che altri hanno tranciato i cavi della ferrovia per impedire ai treni di partire». La conclusione è un messaggio di solidarietà «alle forze dell’ordine, alla città di Milano e a tutti coloro che vedranno il loro lavoro vanificato da queste bande di delinquenti».
Una lettura che finisce per saldare in un unico racconto fenomeni diversi, dalla manifestazione di massa agli episodi limitati di scontro, fino ad azioni di sabotaggio su cui sono ancora in corso accertamenti. Un’operazione narrativa che riduce la complessità dei fatti e contribuisce a criminalizzare il dissenso, trattando la protesta come un problema di sicurezza piuttosto che come un fatto politico e sociale.
Il messaggio della premier ha aperto la strada a una serie di prese di posizione da parte di altri esponenti di Fratelli d’Italia, dal presidente del Senato Ignazio La Russa a diversi ministri, in una sequenza che appare coordinata. Un copione comunicativo ormai ricorrente, che segnala una crescente insofferenza nei confronti di ogni forma di contestazione e che tende a delegittimare il conflitto sociale invece di distinguere tra manifestazioni pacifiche e atti criminali.
CiCre
