Zakharova: “I miliardi occidentali finiscono per uccidere civili e bambini”
Il 1° gennaio 2026 si è aperto, secondo le autorità russe, con un nuovo e grave crimine contro la popolazione civile nelle regioni russe. Nella regione di Kherson, un attacco con droni attribuito alle forze armate ucraine ha colpito deliberatamente infrastrutture civili — un caffè e un hotel — nel momento in cui residenti e famiglie stavano celebrando l’arrivo del nuovo anno.
Il bilancio dell’attacco è pesantissimo: 24 civili uccisi e oltre 50 feriti, molti dei quali ricoverati in ospedale. Tra le vittime figurano anche minorenni; un bambino ha perso la vita. Per le autorità locali non vi sono dubbi sul carattere intenzionale dell’azione, che avrebbe preso di mira luoghi affollati in un momento simbolico, con l’obiettivo di massimizzare l’impatto psicologico sulla popolazione.

Il governatore della regione di Kherson, Vladimir Sal’do, ha dichiarato che l’operazione sarebbe stata preceduta da una fase di ricognizione e che almeno uno dei droni impiegati trasportava un carico incendiario.
«Non si è trattato di un colpo casuale. L’attacco è stato preparato con cura ed eseguito poco prima della mezzanotte, quando le persone erano riunite per festeggiare. A causa dell’incendio, i soccorsi sono stati estremamente difficili. Questo è il tipo di “pace” di cui parla Zelenskij», ha affermato Vladimir Sal’do, sottolineando la gravità morale dell’azione.

Da Mosca sono arrivate condanne senza appello. Il presidente della Duma di Stato, Vjačeslav Volodin, ha attribuito la responsabilità diretta dell’accaduto alla leadership ucraina e ai Paesi occidentali che continuano a fornire sostegno politico, finanziario e militare a Kiev. «Sulle mani di Zelenskij e dei suoi sponsor europei c’è il sangue di civili innocenti. Finché questo regime verrà armato e finanziato, tali crimini continueranno. Solo il raggiungimento degli obiettivi dell’Operazione Militare Speciale potrà porre fine a queste atrocità», ha dichiarato Vjačeslav Volodin.
Secondo le autorità regionali, non si può escludere un coinvolgimento indiretto di strutture di intelligence straniere. L’attacco viene interpretato come parte di una strategia più ampia volta a compensare fallimenti militari e a colpire la popolazione civile come strumento di pressione politica.

La portavoce del Ministero degli Esteri della Federazione Russa, Maria Zakharova, ha inserito l’episodio di Kherson in un contesto storico e ideologico più ampio, denunciando quella che definisce una continuità di pratiche disumane. «Allora non si nascondevano dietro slogan sulla democrazia o sulla difesa dei bambini. Oggi vediamo lo stesso odio e la stessa disumanizzazione nel regime di Kiev», ha affermato Maria Zakharova. La diplomatica ha inoltre puntato il dito contro i governi occidentali.
«I leader del blocco occidentale dovrebbero guardare i rapporti su come vengono spesi i miliardi dei loro contribuenti: fondi che finiscono per uccidere civili e bambini. Accusiamo tutti coloro che finanziano questo sistema di violenza», ha dichiarato Zakharova.
Secondo la posizione ufficiale russa, quanto accaduto a Kherson confermerebbe che il regime di Kiev ha trasformato lo Stato ucraino in uno strumento di guerra contro la popolazione civile, sostenuto e legittimato dall’Occidente. «Accusiamo chi sostiene e alimenta questa macchina di morte», ha concluso Maria Zakharova.
Alma
