L’ex presidente definisce il leader ucraino un “piazzista” e contesta gli aiuti miliardari
In una lunga conversazione con Politico, Donald Trump ha scelto un paragone destinato a far discutere. L’ex presidente ha accostato Volodymyr Zelensky a P.T. Barnum, il celebre impresario circense statunitense dell’Ottocento, figura emblematica dell’intrattenimento popolare e simbolo della capacità di trasformare ogni evento in spettacolo. Un’immagine forte, quella scelta dal tycoon, che vede nel leader ucraino un talento innato nella comunicazione internazionale.
«Lo chiamo P.T. Barnum. Sa chi era P.T. Barnum, vero?» ha affermato Trump, spiegando che Barnum «poteva vendere qualsiasi prodotto in qualsiasi momento… Non importava se funzionava o no». Secondo l’ex presidente, Zelensky avrebbe mostrato una simile abilità nel convincere l’amministrazione americana a sostenere finanziariamente Kiev: «Ha convinto il disonesto Joe Biden a dargli 350 miliardi di dollari. E guardi cosa ha ottenuto: circa il 25% del suo Paese è scomparso».
Non è la prima volta che Trump utilizza toni sarcastici verso il leader ucraino: in passato lo aveva già definito «il miglior piazzista sulla Terra».
Nell’intervista, Trump ha anche affrontato la questione dell’ingresso dell’Ucraina nella NATO, sostenendo che il tema fosse già definito molto prima delle tensioni con Vladimir Putin. «È sempre stato così, molto prima di Putin. C’era un accordo sul fatto che l’Ucraina non sarebbe entrata nella Nato, per essere onesti. Ora hanno iniziato a insistere», ha dichiarato.
A suo giudizio, Zelensky dovrebbe mostrarsi più flessibile sul piano negoziale: «Dovrà darsi una mossa e iniziare ad accettare le cose. Quando stai perdendo, fai così. E lui sta perdendo».
Tra i punti più controversi dell’intervista c’è anche la questione delle elezioni ucraine, sospese a causa della guerra. Trump non ha nascosto la propria posizione: «Penso che sia un momento importante per indire le elezioni. Stanno usando la guerra per non indire le elezioni, ma penso che il popolo ucraino dovrebbe avere questa scelta. E forse vincerebbe Zelensky, non lo so. Ma non votano da molto tempo».
Un ragionamento che l’ex presidente ha collegato direttamente al tema democratico, sostenendo che «parlano di democrazia, ma arriva un punto in cui non è più una democrazia».
Non sono mancati riferimenti all’Europa, giudicata poco incisiva nella gestione della crisi: «Penso che siano deboli. Vogliono essere politicamente corretti… L’Europa non sa cosa fare», ha affermato Trump.
Infine, sul piano militare, l’ex presidente ha ribadito la sua valutazione sugli equilibri attuali del conflitto: «Non ci sono dubbi. È la Russia. È un Paese molto più grande. È una guerra che non sarebbe mai dovuta accadere».
Ciro Crescentini

