L’Ordine dei Giornalisti chiede il reintegro immediato di Gabriele Nunziati, punito da Agenzia Nova
Una semplice domanda, posta durante una conferenza stampa della Commissione Europea a Bruxelles, è bastata per far scoppiare una tempesta sul tema della libertà di stampa in Italia. Protagonista della vicenda è Gabriele Nunziati, giornalista e corrispondente per l’agenzia di stampa Nova, che ha visto interrompere la sua collaborazione pochi giorni dopo aver rivolto un quesito considerato “fuori luogo e tecnicamente sbagliato” dai vertici dell’agenzia.
Durante la conferenza del 13 ottobre scorso, Nunziati aveva chiesto alla portavoce della Commissione, Paula Pinha: “Se la Russia dovrà pagare per la ricostruzione dell’Ucraina, lei crede che anche Israele dovrà farlo per Gaza?”
Una domanda diretta, di chiara attualità, che la portavoce aveva definito “molto interessante”, preferendo però non rispondere “in questa fase”. Due settimane dopo, la collaborazione del giornalista con Nova è stata interrotta. La decisione ha sollevato indignazione e proteste nel mondo politico e giornalistico.
Fratoianni (AVS): “Un fatto sconcertante e grave”
Il leader di Sinistra Italiana e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Nicola Fratoianni, ha definito l’episodio “sconcertante e grave”: “Un giornalista che fa il suo mestiere – porre domande, anche scomode – non può essere punito per questo. È un segnale allarmante sullo stato della libertà di stampa nel nostro Paese, ben oltre il livello di guardia. L’Italia ha bisogno di giornalisti con la schiena dritta, non di reggimicrofono.”
L’Ordine dei Giornalisti: “Non si può essere licenziati per una domanda”
Anche il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti è intervenuto con una nota ufficiale, esprimendo “sconcerto” per la vicenda e chiedendo il reintegro immediato di Nunziati: “Il ruolo del giornalista, indipendentemente dalle tutele contrattuali, è quello di porre domande che possono risultare scomode o poco gradite. Non si può essere di fatto licenziati per questo.”
Salis: “Una domanda legittima, un doppio standard europeo”
Duro anche il commento dell’eurodeputata Ilaria Salis (AVS), che su X ha espresso la sua solidarietà a Nunziati: “La sua era una domanda perfettamente legittima. È gravissimo che un giornalista venga licenziato per aver evidenziato il doppio standard dell’Unione Europea tra il caso ucraino e quello palestinese. È un segnale allarmante per la libertà di stampa.”
Un caso simbolico per la libertà di informazione
La vicenda riaccende il dibattito sullo stato dell’indipendenza giornalistica in Italia e in Europa. Porsi domande – anche scomode – resta il fondamento del mestiere giornalistico, ma episodi come questo rischiano di alimentare un clima di autocensura e conformismo informativo.
Mentre Agenzia Nova non ha rilasciato ulteriori commenti pubblici sulla decisione, cresce la pressione da parte di forze politiche e associazioni di categoria affinché Nunziati venga reintegrato nel suo ruolo.
In un’epoca in cui la disinformazione e la propaganda avanzano, il diritto di fare domande resta – più che mai – una questione democratica.
Red

