Con la sentenza n.156/2025 la Consulta apre una nuova fase per la libertà sindacale e il pluralismo nei luoghi di lavoro
Con la sentenza n. 156 depositata oggi, la Corte Costituzionale ha riscritto una pagina fondamentale del diritto sindacale italiano. La Consulta ha infatti stabilito che le Rappresentanze Sindacali Aziendali (RSA) possono essere costituite anche dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, indipendentemente dalla loro firma o partecipazione alla negoziazione del contratto collettivo applicato in azienda.
La decisione, nata da un ricorso promosso da Luigi Sorrentino, Segretario Regionale dell’Emilia-Romagna di ORSA Trasporti Autoferro TPL, davanti al Tribunale di Modena, rappresenta un punto di svolta per la libertà sindacale e il pluralismo nel mondo del lavoro.
La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 19, primo comma, dello Statuto dei Lavoratori (Legge n. 300/1970), nella parte in cui impediva ai sindacati non firmatari di contratto di costituire RSA. Secondo i giudici costituzionali, tale limitazione violava i principi di eguaglianza, ragionevolezza e libertà sindacale garantiti dagli articoli 3 e 39 della Costituzione italiana.
“Questa sentenza restituisce piena dignità e pari diritti alle organizzazioni realmente rappresentative delle lavoratrici e dei lavoratori italiani” – ha dichiarato Gennaro Conte, Segretario Nazionale di ORSA Trasporti Autoferro TPL. – “Abbiamo sempre denunciato l’ingiustizia di un sistema che escludeva chi rifiutava di sottoscrivere contratti imposti da logiche monopolistiche. Oggi la Corte riafferma un principio di libertà: ogni lavoratore deve poter essere rappresentato dal sindacato che sceglie liberamente.”
Con questa pronuncia, la Consulta invita il legislatore a intervenire con una riforma organica della materia, in grado di valorizzare l’effettiva rappresentatività in azienda come criterio di accesso ai diritti sindacali. Si apre così la strada verso un modello di relazioni industriali più equo, trasparente e democratico.
Per ORSA Trasporti Autoferro TPL, protagonista assoluto di questa battaglia, la decisione rappresenta non solo una vittoria legale, ma anche un riconoscimento politico e culturale del ruolo del sindacalismo autonomo e di base.
“È un risultato che appartiene a tutte le lavoratrici e i lavoratori d’Italia” – aggiunge Gennaro Conte – “e che rilancia l’idea di un sindacato libero, partecipativo e vicino alle persone, fuori da ogni logica di oligopolio rappresentativo.”
La sentenza n. 156/2025 segna dunque l’inizio di una nuova fase per il mondo del lavoro italiano, restituendo piena cittadinanza a tutte le voci del pluralismo sindacale e riaffermando il valore della democrazia nei luoghi di lavoro.
Ciro Crescentini
