Crescono gli infortuni: oltre 13mila casi in 7 mesi. ANMIL: «Coinvolgere le scuole per cambiare cultura»
Un morto sul lavoro ogni otto ore. È questo il drammatico dato che, ancora una volta, riporta al centro del dibattito pubblico la questione della sicurezza nei luoghi di lavoro in Italia. A ricordarlo è Antonio Di Bella, presidente nazionale dell’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro), in occasione della 75ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, celebrata oggi a Parma con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Parma.
Istituita nel 1998 con un DPCM su richiesta dell’associazione, la Giornata rappresenta un momento di memoria, ma soprattutto un’occasione per rilanciare un appello al cambiamento.
«Non possiamo ridurre questa ricorrenza a semplici cerimonie di circostanza – ha dichiarato Di Bella –. Non possiamo permettere che diventi solo un rituale stanco di parole e promesse non mantenute. Oggi deve essere un grido collettivo, un appello trasversale che chiama in causa istituzioni, imprese, lavoratori e cittadini.»
Secondo i dati diffusi da ANMIL, il bilancio delle vittime continua a crescere. In Campania, ad esempio, nei primi sette mesi del 2025 si sono già contati 59 morti sul lavoro, contro i 48 dello stesso periodo del 2024. Gli infortuni registrati nella regione superano quota 13mila, segnando un aumento allarmante.
«La sicurezza sul lavoro – prosegue Di Bella – non può più essere percepita come un tema secondario. È un’urgenza nazionale che deve partire dall’educazione, a cominciare dalle scuole, per costruire una cultura della prevenzione che accompagni i cittadini fin dai primi anni di vita.»
La Giornata nazionale, sottolinea ancora ANMIL, non appartiene solo a chi ha perso la vita o ha subito lesioni gravi, ma a tutti: lavoratori attivi, pensionati e giovani che si affacciano al mondo del lavoro.
«È per loro che dobbiamo costruire un vero Stato sociale – conclude Di Bella – investendo in prevenzione, controlli, formazione e tecnologie. È tempo di passare dalle parole ai fatti.»
Nel corso delle celebrazioni a Parma, sono previste testimonianze, incontri con le istituzioni e momenti di riflessione, per ribadire che la sicurezza sul lavoro non è un’opzione, ma un diritto fondamentale.
Ciro Crescentini
