Sindacati di base, portuali, studenti e movimenti sociali uniti contro il genocidio in Palestina e l’economia di guerra
È stato proclamato uno sciopero generale nazionale per il 22 settembre da parte dei sindacati di base, in solidarietà con la missione umanitaria della Global Sumud Flotilla, in partenza verso Gaza. L’annuncio è arrivato durante un’assemblea pubblica svoltasi a Genova presso la sala CAP di San Benigno, che ha visto la partecipazione di circa un migliaio di persone.
Tra i promotori dell’incontro figurano i portuali del CALP (Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali), l’organizzazione umanitaria Music for Peace, l’Unione Sindacale di Base (USB) e i rappresentanti della stessa flottiglia umanitaria. L’assemblea ha segnato una tappa decisiva nel rilancio delle mobilitazioni contro l’assedio di Gaza, la militarizzazione della società italiana e l’economia di guerra.
«Bloccheremo tutto: porti, merci, stazioni, strade e ponti. Dobbiamo fermare questo sistema complice del genocidio in Palestina», ha dichiarato Guido Lutrario, segretario nazionale di USB.
La scelta della data del 22 settembre mira a dare tempo all’organizzazione della mobilitazione, ma i promotori hanno avvertito che le proteste potrebbero intensificarsi «in qualsiasi momento» qualora la flotilla venisse attaccata o ostacolata nel suo percorso verso Gaza. È stato inoltre lanciato un appello aperto a tutte le altre sigle sindacali affinché si uniscano alla protesta, evitando dispersioni e divisioni.
Una mobilitazione trasversale
L’assemblea genovese ha visto la partecipazione attiva di studenti, collettivi, lavoratori della logistica e dell’industria, ex operai GKN, centri sociali e movimenti per il diritto alla casa. Un fronte ampio e composito che ha ribadito la necessità di una risposta dal basso, organizzata e coordinata contro il genocidio in Palestina.
Anche da altri porti internazionali è arrivato un segnale di sostegno: in particolare, il porto del Pireo, in Grecia, ha manifestato la volontà di aderire alla mobilitazione, in segno di solidarietà con la popolazione palestinese e con la Global Sumud Flotilla.
Francesca Albanese (ONU): «Non possiamo restare indifferenti»
Durante l’assemblea è stato trasmesso un videomessaggio di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati. Nel suo intervento, Albanese ha richiamato l’importanza dell’azione collettiva e della memoria storica:
«I genocidi del passato sono avvenuti anche a causa dell’indifferenza. Oggi dobbiamo rompere l’assedio e organizzarci per una mobilitazione reale, concreta, determinata».
Il 22 settembre: un segnale politico
Lo sciopero del 22 settembre si presenta come una mobilitazione nazionale con un forte valore politico. L’obiettivo, spiegano gli organizzatori, non è solo denunciare l’aggressione contro Gaza, ma trasformare la solidarietà in pressione concreta sulle istituzioni italiane ed europee.
L’appello finale è rivolto a tutte le città, le scuole e i luoghi di lavoro: organizzare assemblee, informare, costruire dal basso la giornata di sciopero. La parola d’ordine è una sola: bloccare tutto, con la Palestina nel cuore.
Ciro Crescentini

