Il 52% dei campioni supera i limiti di legge. Legambiente: depuratori e foci dei fiumi sotto accusa.
Più della metà delle acque monitorate da Goletta Verde in Campania risulta inquinata: su 31 punti campionati, ben 16 (il 52%) sono risultati oltre i limiti di legge. È questo l’allarmante bilancio presentato da Legambiente Campania nel corso della conferenza stampa tenutasi a Salerno presso il Club Velico del porto turistico. Presenti la direttrice regionale Francesca Ferro, Anna Savarese di Legambiente e il direttore ARPAC, Stefano Sorvino.
Il monitoraggio, svolto tra il 9 e il 21 luglio 2025, ha interessato le province di Napoli, Salerno e Caserta, con particolare attenzione alle foci di fiumi e canali, spesso vere e proprie “ferite aperte” della costa campana.
I DATI: Inquinamento diffuso lungo le coste
Secondo l’analisi microbiologica (Escherichia coli ed enterococchi intestinali), il 36% dei punti è risultato fortemente inquinato, il 16% inquinato e solo il 48% entro i limiti. I prelievi si sono concentrati per il 58% in mare e per il 42% in foci critiche.

- Caserta: 2 punti su 5 sono risultati inquinati, entrambi in corrispondenza di foci (Savone e Regi Lagni a Castelvolturno).
- Napoli: 5 su 14 i punti oltre i limiti. Particolarmente critiche le foci del canale di Licola, dell’Alveo Volla a San Giovanni a Teduccio, del fiume Sarno e del Lagno Vesuviano.
- Salerno: la situazione più grave, con 9 su 12 punti oltre i limiti. Spiccano le foci del Regina Minor a Minori, del torrente Asa, del fiume Solofrone e di altri corsi d’acqua che sfociano in località turistiche.
FOCUS DEPURAZIONE: inadempienze e infrazioni UE
La depurazione resta il tallone d’Achille della regione. Solo il 92,5% del carico inquinante prodotto dalla popolazione è collegato alla rete fognaria, mentre il 7,5% – pari a quasi 500.000 abitanti equivalenti – resta fuori dal trattamento adeguato. A questi si aggiungono i 116 agglomerati urbani in Campania attualmente sotto procedura d’infrazione europea, che coinvolgono oltre 4,5 milioni di abitanti.
“Non vogliamo dare patenti di balneabilità, ma evidenziare le criticità – ha dichiarato Francesca Ferro – È evidente che il sistema depurativo è ancora inadeguato”.

Altro fronte critico è la comunicazione: nel 77% dei punti campionati mancavano cartelli informativi o di divieto di balneazione, e solo il 6% dei siti analizzati riportava dati aggiornati sulla qualità delle acque. Una carenza grave, soprattutto dove esistono spiagge libere in prossimità di foci inquinate frequentate dai bagnanti.
UN VIAGGIO PER L’AMBIENTE
La tappa campana fa parte della 39ª edizione di Goletta Verde, partita il 23 giugno da Trieste e diretta verso la Liguria. La campagna di Legambiente punta i riflettori anche su energie rinnovabili, biodiversità, crisi climatica e contrasto all’illegalità ambientale. Tra i partner, il CONOU (Consorzio Nazionale Oli Usati), esempio virtuoso di economia circolare in Europa.
MONITORAGGIO SCIENTIFICO DIFFUSO
I campionamenti sono realizzati da tecnici e volontari formati da Legambiente. Le analisi microbiologiche, effettuate in laboratori accreditati, seguono un protocollo rigoroso, con prelievi eseguiti in barattoli sterili e analizzati entro 24 ore.
servono azioni concrete
“Scarichi abusivi, infrastrutture obsolete, foci critiche: la fotografia scattata da Goletta Verde racconta una Campania che ancora fatica a proteggere il proprio mare” – ha dichiarato Martina Palmisano, portavoce della campagna – “Ma salvaguardare le acque non è solo una questione ambientale, è una priorità economica per il futuro delle comunità costiere”.
Alma
