Il governatore rilancia la centralità della cultura come ponte tra i popoli
Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, interviene con decisione nel dibattito acceso intorno alla partecipazione del direttore d’orchestra russo Valery Gergiev alla rassegna musicale “Estate da Re”, in programma alla Reggia di Caserta. Lo fa prendendo esplicitamente le distanze dalla posizione dell’europarlamentare Pina Picierno, che aveva chiesto di impedire la presenza del maestro russo in quanto vicino al Cremlino.
De Luca respinge con fermezza ogni tentativo di censura basata sulla nazionalità o sull’appartenenza politica degli artisti, riaffermando un principio cardine della sua visione culturale: la netta distinzione tra politica e arte. “In relazione alla presenza di Valery Gergiev nella rassegna Estate da Re – dichiara il Governatore – ribadiamo che quello della cultura e dell’arte è uno dei casi nei quali può crescere il dialogo fra le persone e possono svilupparsi i valori di solidarietà umana“
Una dichiarazione che arriva come segnale chiaro di autonomia e coerenza politica, in un contesto nazionale e internazionale in cui spesso il consenso pubblico si cerca anche a colpi di esclusione simbolica. De Luca, al contrario, ribadisce il ruolo della cultura come spazio aperto e non divisivo: “Da sempre abbiamo lavorato per valorizzare e favorire l’incontro fra personalità di diversa sensibilità. Abbiamo favorito la presenza di ebrei e palestinesi, di russi e ucraini, cercando di non sovrapporre il piano della politica con quello della cultura”
Non è la prima volta che la Regione Campania, sotto la guida di De Luca, si fa promotrice di iniziative culturali dal forte valore simbolico. Il presidente ricorda infatti un evento recente tenutosi nel Duomo di Napoli, dove si sono esibiti insieme artisti israeliani e palestinesi, russi e ucraini, in un clima di rispetto reciproco e apertura.
“Riteniamo di confermare che la Campania è la regione del dialogo e dell’unione tra i popoli”, ha concluso De Luca, tracciando una linea netta contro ogni forma di discriminazione culturale. Le sue parole assumono un significato ancora più rilevante in un’epoca in cui la cultura rischia di diventare terreno di scontro ideologico anziché di confronto umano.
Con questa presa di posizione, De Luca riafferma non solo la centralità della libertà artistica, ma anche l’autonomia politica di una Regione che sceglie di non cedere a pressioni o logiche di parte. Un segnale forte, che punta a mantenere la Campania come spazio di incontro e comprensione reciproca, in un’Italia e in un’Europa che sembrano invece sempre più attraversate da muri culturali.
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