Iniziativa promossa dai movimenti “Ultima Generazione” e BDS (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni)
Un pomeriggio ordinario al Carrefour di via dei Sabelli, nel cuore di San Lorenzo, si è trasformato oggi in una scena di protesta politica e civile. Quattordici attivisti dei movimenti “Ultima Generazione” e BDS (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni) hanno inscenato un’azione pacifica e simbolica contro la grande distribuzione organizzata (GDO), accusata di contribuire all’impennata del costo della vita e, nel caso specifico di Carrefour, di sostenere economicamente l’esercito israeliano coinvolto nei massacri a Gaza.
Gli attivisti hanno agito da normali clienti, per poi fermarsi alle casse e leggere ad alta voce un comunicato di accusa contro la multinazionale francese. “Carrefour è complice del genocidio in Palestina – ha dichiarato Stefano, 60 anni, insegnante precario – e simbolo di un sistema che schiaccia piccoli produttori, consumatori e lavoratori”. Il riferimento è all’accordo di franchising che Carrefour ha siglato nel 2022 con aziende israeliane attive anche nelle colonie illegali in Cisgiordania.
La protesta si inserisce nella più ampia campagna Il Giusto Prezzo, che chiede un taglio immediato dell’IVA sui beni essenziali, da finanziare tassando gli extraprofitti delle grandi aziende. I promotori denunciano un doppio paradosso: da un lato un governo – quello guidato da Giorgia Meloni – che stanzia dieci miliardi per aumentare le spese militari invece di investire in sanità, scuola e sostegno ai più fragili; dall’altro una grande distribuzione che continua ad aumentare i profitti (+3% nel 2024 secondo Mediobanca) mentre milioni di famiglie italiane faticano a fare la spesa.
“Non possiamo accettare che con i nostri acquisti si alimentino guerre e disuguaglianze – si legge nel comunicato –. È tempo di scegliere da che parte stare: con la giustizia climatica, sociale e con i diritti dei popoli oppressi, a partire dal popolo palestinese”.
La proposta è chiara: se entro l’autunno si raggiungeranno 100 mila firme, partirà un boicottaggio nazionale dei supermercati. Una forma di pressione non violenta, che gli attivisti definiscono “partecipativa e accessibile”, sulla scia delle azioni che in Croazia hanno già portato al calmieramento dei prezzi.
Nel frattempo, una domanda risuona nei corridoi del Carrefour occupato simbolicamente per qualche minuto: e se smettessimo di fare la spesa tutti assieme?
👉 Firma anche tu l’impegno al boicottaggio: https://vai.ug/boicottaggio
Alma
