Riceviamo e pubblichiamo integralmente
Gentile redazione de IlDesk, Quotidiano indipendente,
scrivo per condividere una riflessione su due bandi di selezione pubblicati recentemente sulla piattaforma Randstad per il reclutamento dei nuovi Direttori del Formedil Napoli e della Cassa Edile di Napoli.
Si tratta di selezioni che, per contenuto e tempistiche, sollevano legittimi interrogativi sul rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità e parità di accesso.
Un lettore — Marco Lavorini
Bandi gemelli, enti diversi
I due avvisi — accessibili dal sito selezione.pa.randstad.it — riguardano l’assunzione a tempo indeterminato di un Direttore, con sede a Napoli, presso due enti bilaterali strategici nel settore edile: il Formedil Napoli, ente di formazione paritetico, e la Cassa Edile di Napoli, che gestisce prestazioni a favore di lavoratori e imprese del settore.
Entrambi i bandi:
- prevedono lo stesso contratto collettivo nazionale (CCNL Edilizia-Industria),
- la stessa retribuzione annua lorda (48.000 euro),
- la stessa società incaricata (Randstad),
- la medesima data di scadenza: 27 giugno 2025.
Molti passaggi sono letteralmente identici, dalla descrizione del ruolo, alle modalità di candidatura, fino alla fase dell’intervista strutturata e alla nomina della commissione esaminatrice.
Profili “su misura”?
Nonostante la quasi totale sovrapposizione testuale, i due bandi introducono leggere ma significative differenze nei requisiti minimi e preferenziali:
| Bando Formedil | Bando Cassa Edile |
|---|---|
| Laurea triennale generica | Laurea triennale solo in Economia o Giurisprudenza |
| Esperienza nella formazione | Esperienza in ruoli di direzione “analoghi” |
| Preferenze: Ingegneria/Architettura | Preferenze: Economia/Giurisprudenza, settore edile |
Tutti requisiti formalmente legittimi, ma che appaiono ritagliati su candidati già noti, in contrasto con i principi di imparzialità e concorrenza sanciti dall’art. 97 della Costituzione, e dalle norme sulla trasparenza e sulle nomine nelle società partecipate (D.Lgs. 33/2013 e D.Lgs. 175/2016).
Trasparenza solo apparente
Affidare la selezione a una società privata non è di per sé illegittimo ma anche in questi casi si devono rispettare i criteri propri del settore pubblico o parapubblico.
Ricordo che:
- Art. 19 del D.Lgs. 175/2016 impone per le nomine in società partecipate “criteri trasparenti, meritocratici e comparativi”;
- Delibera ANAC n. 382/2017 chiarisce che anche enti bilaterali o società controllate pubbliche devono evitare procedure fittizie.
Eppure, nel caso in esame:
- I bandi non sono pubblicati su Gazzetta Ufficiale o Albi istituzionali;
- Non sono previste prove oggettive (scritte o pratiche), solo interviste soggettive;
- L’intero processo è gestito da un soggetto privato, senza criteri di valutazione pubblici.
Dubbi sulla legittimità e imparzialità
Gli enti coinvolti — sebbene formalmente autonomi — gestiscono fondi di origine collettiva, derivanti da versamenti obbligatori di imprese e lavoratori del settore. Ciò comporta obblighi morali e giuridici di correttezza amministrativa, in base a:
- Art. 1, L. 241/1990 – Buona amministrazione
- L. 190/2012 – Anticorruzione
- D.Lgs. 33/2013 – Trasparenza negli enti pubblici
Se le selezioni sono solo una formalità, chi garantisce la reale competizione tra candidati? Chi tutela i diritti di chi possiede competenze, ma non “relazioni”?
Conclusione
Il principio di legalità amministrativa non può essere aggirato invocando la natura “bilaterale” degli enti. Se un ente gestisce risorse pubbliche o assimilabili, deve operare con trasparenza, imparzialità e pubblicità.
Due bandi che si somigliano come due gocce d’acqua, per ruoli di alto profilo e ben retribuiti, rappresentano un campanello d’allarme. Non è solo una questione di due incarichi, ma di fiducia nel sistema, e di tutela dell’interesse collettivo.
Cordiali saluti
Un lettore — Marco Lavorini
🔎 Riferimenti normativi citati:
- Art. 97 Costituzione – Principio di imparzialità e buon andamento della PA
- L. 241/1990, art. 1 – Legalità dell’azione amministrativa
- L. 190/2012 – Legge anticorruzione
- D.Lgs. 33/2013 – Trasparenza amministrativa
- D.Lgs. 175/2016, art. 19 – Nomine in società pubbliche
- Delibera ANAC n. 382/2017 – Criteri selettivi per le partecipate
- D.P.R. 445/2000, art. 76 – False dichiarazioni e responsabilità penale

