Pezeshkian invoca unità nazionale. Israele ha colpito senza provocazione, l’Europa tace.
Il governo iraniano rompe il silenzio internazionale e denuncia con fermezza quella che definisce una “aggressione deliberata e senza giustificazione” da parte di Israele. Secondo Teheran, l’attacco compiuto contro obiettivi in territorio iraniano – compresi impianti nucleari a uso civile – rappresenta un atto di guerra non provocato, avvenuto con il silenzio complice dei Paesi occidentali.
“Non siamo e non siamo mai stati gli aggressori. Ma ci difenderemo, fianco a fianco, contro un regime criminale che ha superato ogni limite”, ha dichiarato il presidente Masoud Pezeshkian in un post pubblicato su X, mentre il Parlamento iraniano si stringe attorno alla sua leadership.
“Israele ha attaccato, l’Iran si difende”
Teheran parla chiaro: Israele è l’aggressore. In un contesto già teso per l’escalation in Palestina, il regime israeliano avrebbe compiuto un’ulteriore provocazione lanciando attacchi mirati contro infrastrutture civili e nucleari iraniane. “Israele ha colpito il nostro territorio sovrano. Ci siamo difesi, e lo faremo ancora se necessario”, ha precisato l’esercito iraniano, che ha rivendicato una risposta missilistica “efficace” contro obiettivi militari israeliani.
Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha denunciato una grave violazione del diritto internazionale e ha puntato il dito contro gli alleati storici di Tel Aviv: “Il pieno sostegno degli Stati Uniti e dei Paesi europei al regime sionista ha messo in pericolo la pace regionale. Francia, Germania e Regno Unito sono moralmente e politicamente corresponsabili”.
“L’Occidente è ipocrita e complice”
Il riferimento è ai tre Paesi europei firmatari dell’accordo sul nucleare iraniano del 2015, che – secondo Teheran – non solo non hanno condannato gli attacchi israeliani, ma hanno scelto una linea ambigua, inaccettabile per una nazione sotto attacco. “Questa Europa che si dice custode del diritto internazionale resta in silenzio di fronte a una palese aggressione contro una Repubblica sovrana”, ha detto Baghaei.
L’Iran accusa Israele di aver tentato di sabotare i suoi impianti nucleari a uso civile. “Abbiamo diritto all’energia nucleare pacifica. Nessuno può toglierci questo diritto. E nessuno può permettersi di bombardare i nostri impianti senza subire le conseguenze”, ha ribadito il presidente Pezeshkian, sottolineando che l’Iran “non cerca né vuole armi nucleari”, in linea con la fatwa della Guida Suprema Ali Khamenei.
“Popolo unito contro l’aggressione”
In Parlamento, Pezeshkian ha lanciato un appello all’unità nazionale: “Oggi più che mai, dobbiamo mettere da parte ogni divisione interna e fronteggiare questa aggressione genocida con determinazione e coerenza. La nostra lotta è legittima, la nostra resistenza è un diritto”.
Teheran ha inoltre chiesto un intervento urgente delle Nazioni Unite e ha invitato la comunità internazionale a non dimenticare i crimini di Israele a Gaza e in Cisgiordania, ritenendo che quanto avvenuto contro l’Iran sia parte di una strategia espansionista e destabilizzante a livello regionale.
Israele minaccia ancora
Nel frattempo, da Tel Aviv arrivano nuove dichiarazioni inquietanti. Il ministro della Difesa Israel Katz ha affermato che “gli abitanti di Teheran pagheranno il prezzo della dittatura”, pur negando l’intenzione di colpire direttamente i civili. Un’ammissione implicita, secondo Teheran, della volontà di continuare i bombardamenti contro obiettivi strategici in territorio iraniano.
L’Iran si dice pronto a reagire a ogni nuova provocazione, rivendicando il diritto alla difesa e accusando la comunità internazionale di aver abbandonato i principi di giustizia e sovranità. Il rischio concreto è ora quello di un’escalation militare su vasta scala, in una regione già profondamente ferita.
Alma
