Se entro le 23 si arriva almeno al 35-40%, domani mattina resterebbe da colmare un divario del 10-15% in sette ore. Ciò significa che servirebbe una media di 1,5–2 punti percentuali all’ora: difficile, ma non irrealizzabile, soprattutto se scatta una mobilitazione dell’ultimo minuto.
Alle 19 l’affluenza ai cinque referendum si attesta tra il 15,81% (quesito sul lavoro) e il 15,65% (cittadinanza). Numeri bassi, sì, ma non ancora definitivi. Con le urne aperte fino alle 23 di oggi e riaperte domani dalle 8 alle 15, la sfida del quorum resta aperta, e nelle prossime ore tutto può ancora cambiare.
Secondo le stime tecniche, sarà decisivo raggiungere almeno il 35-40% di affluenza entro stasera per poter sperare di superare il 50% + 1 necessario a rendere valida la consultazione. L’obiettivo è ambizioso, ma non impossibile, soprattutto se si considera che la partecipazione può aumentare nelle ultime ore serali e nei segmenti più giovani e urbani.
Non è solo una percentuale: è democrazia in gioco
Questi referendum toccano temi centrali come il diritto al lavoro, la cittadinanza e la giustizia sociale. In una fase storica in cui la politica istituzionale appare distante e la sfiducia verso i partiti cresce, il referendum rappresenta ancora uno strumento concreto di partecipazione popolare. E ogni singolo voto conta.
La mobilitazione dei comitati, delle reti civiche e di singoli cittadini dimostra che la voglia di incidere non è scomparsa. Certo, la campagna referendaria ha avuto poco spazio nei media mainstream, ma non per questo è stata priva di contenuti. Al contrario, ha rimesso al centro il valore della partecipazione attiva, al di là degli schieramenti.
La matematica della speranza: una simulazione semplice
Facciamo un esempio concreto. Alle 19 ha votato poco più del 15% degli aventi diritto. Se entro le 23 si arriva almeno al 35-40%, domani mattina resterebbe da colmare un divario del 10-15% in sette ore. Ciò significa che servirebbe una media di 1,5–2 punti percentuali all’ora: difficile, ma non irrealizzabile, soprattutto se scatta una mobilitazione dell’ultimo minuto.
Se invece l’affluenza serale si fermasse sotto il 30%, raggiungere il quorum lunedì diventerebbe quasi impossibile: servirebbe una partecipazione media superiore al 3% all’ora, un dato che in passato si è visto raramente in una mattinata lavorativa.
C’è ancora tempo. E c’è ancora scelta.
Ogni cittadino può ancora decidere se lasciare che sia l’astensione a determinare l’esito o se esprimere la propria posizione, qualunque essa sia. Non si vota solo su cinque quesiti, ma sul principio stesso che i cittadini possano ancora contare qualcosa.
Le urne sono aperte fino alle 23 oggi e riaprono domani dalle 8 alle 15. Il risultato è ancora aperto. E la partecipazione, ora più che mai, è un atto di responsabilità e fiducia nella democrazia.
Red
