Farà tappa proprio qui il “camper della rivolta”
Un tempo sinonimo di dominio camorristico, oggi Casal di Principe (Caserta) si prende una rivincita civile e sociale, diventando il fulcro della battaglia sindacale per i diritti dei lavoratori edili. Il 30 maggio prossimo farà tappa proprio qui il “camper della rivolta” della Cgil, il tour itinerante che attraversa l’Italia per sostenere i cinque referendum popolari sul lavoro, in vista del voto dell’8 e 9 giugno.
A guidare l’iniziativa sarà Antonio Di Franco, segretario nazionale della Fillea-Cgil, il sindacato degli edili. La sua storia personale incarna la trasformazione che oggi rivendica il territorio: figlio di un muratore, ha lavorato nei cantieri calabresi prima di diventare dirigente nazionale. Con lui, sul palco, anche la segretaria provinciale della Fillea, Irene Velotti, e la segretaria generale della Cgil di Caserta, Sonia Oliviero.
Un esercito di muratori esportati in tutta Italia
Casal di Principe oggi è, dati alla mano, la città casertana che fornisce più manodopera all’edilizia, non solo in Campania ma in tutta Italia. Su oltre 14.600 lavoratori edili della provincia di Caserta, ben 1.066 sono residenti nel comune casalese. E nei centri limitrofi – San Cipriano d’Aversa, Villa Literno, Villa di Briano, Casapesenna – si contano altri mille operai. A questi si aggiungono i tantissimi che lavorano fuori regione, iscritti ad altre casse edili, ma originari di qui.
«Casal di Principe è oggi la capitale dell’edilizia nel Casertano», afferma Irene Velotti. «Ed è fondamentale parlarne proprio qui, dove dal 2019 è attiva una sede Fillea, per affrontare i problemi cronici del settore, come quello dei subappalti e dell’irresponsabilità delle ditte appaltanti».
Uno dei quesiti referendari, infatti, chiede di abrogare la norma che oggi consente alle imprese principali di scaricare ogni responsabilità su quelle subappaltatrici. Un meccanismo che – sottolinea Velotti – contribuisce direttamente agli infortuni e alle morti sul lavoro, lasciando i lavoratori esposti senza tutele.
«Qualche passo in avanti è stato fatto con l’introduzione del Durc di congruità», prosegue Velotti, «che ha permesso a molti lavoratori e aziende di uscire dall’irregolarità. Ma il vero punto dolente restano i subappalti, dove ogni giorno i nostri delegati trovano sacche di illegalità: dalla sicurezza all’inquadramento contrattuale».
Subappalti e lavoro nero: la trincea dei cantieri
Nonostante qualche timido passo avanti, il nodo irrisolto resta quello dei subappalti. «I nostri delegati, ogni giorno sui cantieri, riscontrano sacche di illegalità diffuse: mancanza di sicurezza, contratti irregolari, assenza di tutele», ribadisce Velotti.
Un problema che colpisce in modo trasversale anche i lavoratori stranieri, spesso impiegati nei segmenti più vulnerabili del comparto, e oggetto di uno dei quesiti referendari che punta alla riforma della cittadinanza.
La CGIL: “Serve un nuovo patto sociale”
Sonia Oliviero, segretaria della Cgil Caserta, rimarca come tutti i cinque quesiti «parlano ai lavoratori e alle lavoratrici di questo territorio». Sotto accusa anche il Jobs Act, la riforma del 2015 che ha smantellato l’articolo 18 e «spaccato in due il mondo del lavoro: chi è protetto e chi è diventato ricattabile».
«Serve un nuovo patto sociale – conclude Oliviero – e questo passa anche per un cambiamento legislativo che ridia voce e forza a chi lavora».
Il tour del camper della Cgil non si ferma dunque solo alle grandi città, ma sceglie simbolicamente Casal di Principe per ribadire che proprio dalle periferie del lavoro può partire una nuova stagione di diritti e dignità.
Alma
