Controlli incrociati su tutte le prestazioni assistenziali erogate negli ultimi anni
Dopo l’inchiesta esclusiva de Il Desk pubblicata ieri – leggi qui – la Cassa Edile di Napoli ha avviato una serie di controlli incrociati senza precedenti. A imprimere la svolta sono stati due figure centrali dell’ente: il presidente Rodolfo Girardi e il direttore Mattia D’Acunto, professionisti stimati nel settore per integrità, competenza e spirito di servizio.
Girardi e D’Acunto non hanno esitato un attimo: chiesti immediatamente accertamenti su tutte le prestazioni assistenziali erogate negli ultimi anni. La revisione toccherà ogni voce: assegni di natalità, sussidi per infortuni, premi di laurea, e molto altro.
Controlli a tappeto in corso
Già dalle prime verifiche sono emersi casi clamorosi. Telefonate a campione effettuate direttamente presso le famiglie dei lavoratori avrebbero rivelato richieste basate su certificati di laurea sospetti, in alcuni casi doppi o “gemelli”, e su documenti di nascita che raccontano di presunti parti gemellari mai avvenuti, usati come escamotage per ottenere sussidi indebiti.
Anche nel caso dei premi di laurea, le sorprese non mancano: da alcune chiamate starebbero emergendo attestati accademici falsi o duplicati, talvolta riferiti a lavoratori diversi ma con gli stessi identici documenti. Un’anomalia che ha fatto scattare ulteriori verifiche e accesi interrogativi sulla validità delle richieste presentate.
Secondo fonti interne, alcuni operatori sindacali avrebbero agevolato pratiche prive di requisiti o senza alcun documento a supporto. E in alcuni casi si parla apertamente di falsi certificati.
Una soffiata che fa esplodere il caso
Tutto avrebbe avuto origine da una testimonianza choc: un operaio edile ha deciso di raccontare tutto a un sindacalista della Fillea CGIL, svelando i meccanismi e le complicità. Una confessione che ha fatto crollare il castello di carte.
Girardi e D’Acunto: etica, legalità, trasparenza
Il presidente Girardi, figura da sempre rispettata per la sua serietà e per la capacità di guidare con equilibrio istituzionale, sarebbe profondamente irritato per quanto emerso e avrebbe informato immediatamente i vertici provinciali e nazionali dell’Ance, l’associazione di riferimento del mondo imprenditoriale edile.
Al suo fianco, il direttore Mattia D’Acunto, apprezzato per la sua preparazione, riservatezza e fermezza gestionale, sta coordinando con determinazione le verifiche interne. D’Acunto si sta distinguendo come una delle figure tecniche più autorevoli e lucide nel garantire il rispetto delle regole e la tutela dei fondi dell’ente bilaterale.
Il paradosso: chi chiede trasparenza viene attaccato
Nel pieno della bufera, invece di promuovere chiarezza e legalità, alcuni sindacalisti componenti dell’organismo di gestione della Cassa Edile avrebbero lanciato attacchi contro la Fillea CGIL, in particolare verso il suo segretario generale Giuseppe Mele. In un altro ente avrebbero chiesto addirittura le sue dimissioni. Assurdo. Surreale. Paradossale. Ma il motivo è fin troppo chiaro: Mele viene attaccato perché sta facendo emergere le illegalità, perché ha scelto di non voltarsi dall’altra parte e di chiedere fino in fondo giustizia e trasparenza. Un giovane dirigente, figlio di operaio, che ha messo al centro del suo impegno la correttezza amministrativa, guadagnandosi stima e sostegno da parte dei lavoratori, della CGIL campana, napoletana e della Fillea Cgil campana e nazionale. Un attacco contro di lui è visto da molti come un tentativo maldestro di spostare l’attenzione da ciò che davvero conta: fare pulizia e ripristinare la legalità.
Ipotesi commissariamento sul tavolo
I vertici sindacali e imprenditoriali nazionali starebbero valutando una misura drastica: il commissariamento. Il quadro che emerge è complesso e imbarazzante, tra conflitti d’interesse e familismi. Un contesto che mette in difficoltà soprattutto i dipendenti della Cassa Edile che ogni giorno gestiscono le pratiche con dedizione, professionalità e competenza, e che ora rischiano di essere coinvolti, loro malgrado, per colpa di personaggi irresponsabili.
Le verifiche sono solo all’inizio. Ma questa volta, il tempo dei silenzi è finito. Le responsabilità dovranno venire a galla. E chi ha tradito la fiducia dei lavoratori edili, dovrà risponderne.
Red

