Musumeci accelera, ma i sindaci chiedono concretezza: “Finora solo annunci”
Tra promesse ministeriali e realtà locali, il possibile stato di emergenza per i Campi Flegrei resta per ora una proposta verbale, senza contenuti operativi chiari. È quanto emerge dalla riunione tenutasi a Monteruscello con il prefetto di Napoli Michele Di Bari, i sindaci del comprensorio flegreo e i vertici della Protezione Civile, dopo l’ennesimo sciame sismico che ha scosso un territorio già fragile e preoccupato.
Il sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione, chiede di andare oltre gli annunci: “A me interessa guardare i contenuti, le parole vanno bene ma vanno sviluppate. Se lo stato di emergenza serve a sbloccare cantieri, utilizzare fondi già stanziati e permettere ai privati di intervenire sulle proprie abitazioni, allora ha senso. Altrimenti è solo una dichiarazione vuota”.
A fargli eco il primo cittadino di Pozzuoli, Luigi Manzoni, che resta cauto: “Fino a quando non riceveremo atti chiari, restano solo comunicazioni. Lo stato di emergenza non può essere una valutazione solo politica: deve poggiare su criteri oggettivi, che spettano alla Protezione Civile”.
Attualmente, le ordinanze di sgombero riguardano 19 nuclei familiari, tutti nel Comune di Pozzuoli. La macchina dei controlli è in moto, ma i cittadini restano in bilico tra paura e attesa. “Entro la serata tutte le verifiche degli edifici saranno completate”, ha assicurato il prefetto Di Bari.
Secondo Italo Giulivo, direttore della Protezione Civile della Regione Campania, “il patrimonio edilizio ha retto bene, ma finché c’è sollevamento del suolo, bisogna aspettarsi nuove scosse. Il territorio è già in stato di mobilitazione, lo stato di emergenza porterebbe ulteriori risorse e strumenti, ma va valutato con attenzione”. Giulivo ricorda anche che è già operativo un commissario straordinario, l’ingegnere Fulvio Maria Soccodato, per la gestione degli interventi pubblici.
Ma i ritardi pesano. Lo denuncia con forza anche il deputato M5s Antonio Caso: “L’intenzione del ministro Musumeci di dichiarare lo stato di emergenza è di fatto un’ammissione dell’insufficienza delle misure adottate finora. Le analisi di vulnerabilità sono ancora in alto mare, i lavori di riparazione non sono partiti, e le risorse sono state scarsamente impiegate. Serve un cambio di passo”.
A lanciare un appello alla responsabilità è il capo nazionale della Protezione Civile, Fabio Ciciliano: “Non voglio contare i morti. I cittadini devono aprire le loro case ai controlli, anche quelle abusive, anche se non possono accedere ai fondi. La natura non distingue tra costruzioni regolari e irregolari. La prevenzione è l’unica arma che abbiamo”.
Intanto, le scuole restano chiuse per i controlli, i treni sono stati sospesi per alcune ore e la popolazione vive nell’incertezza. Il rischio sismico legato al bradisismo non è nuovo per i Campi Flegrei, ma mai come ora la fiducia nelle istituzioni sembra vacillare.
Per ora, la dichiarazione dello stato di emergenza resta una possibilità. Ma, come affermano sindaci, tecnici e cittadini, le parole devono diventare fatti.
Alma

