Il Desk
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche
No Result
View All Result
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche
No Result
View All Result
Il Desk
No Result
View All Result

Il conto del debito globale è arrivato: chi pagherà?

Redazione by Redazione
9 Maggio 2025
in Economia e Società, Notizie correlate
0

Riceviamo e pubblichiamo integralmente l’analisi del prof. Giovanni Di Trapani: uno sguardo lucido e accessibile sul nuovo record del debito mondiale, con un focus sugli Stati Uniti e sulle ricadute economiche e geopolitiche di una sfida cruciale per l’equilibrio globale

Nel primo trimestre del 2024, il debito globale ha toccato un nuovo massimo storico: 324 mila miliardi di dollari. Lo certifica l’Institute of International Finance (IIF), che registra un aumento di 7.500 miliardi in appena tre mesi. Una progressione che coinvolge governi, famiglie, imprese e banche, senza distinzioni geografiche o settoriali. È una cifra che non descrive solo un dato economico, ma una vera traiettoria di rischio sistemico.

I principali contributori a questo balzo sono stati Cina, Francia e Germania. Pechino, da sola, ha aggiunto oltre 2.000 miliardi, confermando un modello di sviluppo fondato su espansione creditizia e investimento pubblico, ma sempre più esposto a dinamiche di debito interno difficilmente controllabili.

Paradossalmente, il rapporto debito/PIL globale ha segnato una leggera contrazione, assestandosi poco sopra il 325%. Una riduzione più apparente che reale, trainata dalla componente nominale del PIL e dall’inflazione, piuttosto che da politiche fiscali virtuose o da una crescita robusta.

Il vero nodo non è solo la mole del debito, ma le sue scadenze a breve termine. Entro la fine del 2025, andranno rifinanziati oltre 26 mila miliardi di dollari: $7.000 miliardi nei mercati emergenti e $19.000 miliardi nei Paesi sviluppati, in un contesto di tassi d’interesse che, seppure stabilizzati, restano alti. Una sfida che potrebbe tradursi in tensioni sui mercati obbligazionari e in un aggravio per i conti pubblici, soprattutto dove le finanze statali sono già sotto pressione.

Gli Stati Uniti sono, oggi più che mai, l’epicentro della preoccupazione. Le scelte della nuova amministrazione Trump — dalla proroga dei tagli fiscali del 2017 all’introduzione di nuove agevolazioni e misure come la “Gold Card” per investitori stranieri — rischiano di innescare una dinamica esplosiva. Secondo l’IIF, se tali politiche fossero prorogate senza coperture, il debito pubblico americano passerebbe dal 100% al 130% del PIL entro il 2034, arrivando addirittura oltre il 180% nel 2040. Nei prossimi dieci anni, ciò implicherebbe la necessità di indebitarsi per altri 7.200 miliardi, mentre gli interessi sul debito — già al 3,1% del PIL — continuerebbero a erodere risorse pubbliche.

Le contromisure proposte, come dazi del 10% all’import, tagli alla spesa pubblica e programmi per attrarre capitali esteri, non appaiono convincenti. I dazi, secondo l’IIF, genererebbero al massimo $1.700 miliardi, solo una frazione del fabbisogno. I tagli alla spesa porterebbero un risparmio di circa $160 miliardi l’anno, ben lontano dai livelli necessari. E il programma “Gold Card” resta incerto sia nei meccanismi sia negli effetti reali.

La domanda, dunque, resta inevasa: chi pagherà il conto? Storicamente, le strade per affrontare un debito eccessivo sono tre: crescita economica, austerità e inflazione. La prima è auspicabile ma difficile. La seconda, socialmente insostenibile. La terza, già in corso, rischia di diventare la via non dichiarata per riequilibrare i conti. Una soluzione che colpisce soprattutto i redditi fissi e le fasce sociali più vulnerabili, amplificando diseguaglianze e tensioni.

Il tempo delle scorciatoie è finito. Se il debito continuerà a crescere a questo ritmo, la questione non sarà più se affrontarlo, ma come e con quali costi politici e sociali. Perché il debito, prima o poi, presenta sempre il conto.

Prof. Giovanni Di Trapani

Ricercatore CNR – Esperto in Statistica Economica

Tags: DEBITO GLOBALE
Previous Post

Taverna Santa Chiara, archiviazione per Nives Monda: figuraccia del Comune di Napoli

Next Post

La CISL contro la democrazia: non vogliono che i lavoratori votino ai referendum

Next Post
Cinque Sì per i diritti: l’USB scende in campo per i referendum

La CISL contro la democrazia: non vogliono che i lavoratori votino ai referendum

🕐 Aggiornato il: 09/05/2025 alle 15:39

Le news in evidenza

  • Sfruttamento del lavoro in Italia: l’inchiesta che smaschera la filiera del caporalato 12 Giugno 2026
  • Laureati italiani, all’estero guadagnano fino al 60% in più: i dati choc AlmaLaurea 12 Giugno 2026
  • Allarme bradisismo ai Campi Flegrei: interrotta la linea ferroviaria Napoli–Pozzuoli 12 Giugno 2026
  • Essere donna nell’antica Pompei: la mostra arriva a Oslo 12 Giugno 2026
  • Acqua pubblica Napoli, scontro totale su ABC: comitati in piazza contro la trasformazione in società per azioni 12 Giugno 2026
  • Napoli Servizi, 187 assunzioni nel mirino: FLAICA-CUB e USB chiedono chiarimenti su graduatorie e reclutamento 12 Giugno 2026

ILDESK è una testata giornalistica registrata

Direttore responsabile Ciro Crescentini. Registrata presso il Tribunale di Napoli n.32 dell’ 08/07/2013. Editore Immediate Media Srl – P.iva 05656330650 Contatti: [email protected]

  • Redazione
  • Cookie Policy
  • Copyright

© 2013 - 2026. Tutti i diritti riservati Il Desk - Made with ❤ in Italy by IMMEDIATE Media Group.

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche

© 2013 - 2026. Tutti i diritti riservati Il Desk - Made with ❤ in Italy by IMMEDIATE Media Group.