E De Magistris attacca Manfredi: «Complice, pavido, schierato col potere»
La Procura ha deciso di proporre l’archiviazione: nessun reato da parte di Nives Monda, la ristoratrice della Taverna Santa Chiara travolta da un linciaggio mediatico dopo una discussione accesa con due turisti israeliani. L’inchiesta, condotta dalla PM Emilia Parascandolo, non ha ravvisato estremi di reato nelle parole pronunciate dalla ristoratrice, che – ricordiamo – aveva accusato Israele di genocidio a Gaza, provocando la reazione indignata dei due clienti, Raul e Gili Mozes. Questi ultimi, nel video diventato virale, l’avevano accusata di antisemitismo e sostegno al terrorismo. Quel video mostrava solo l’ultima parte del confronto.
A uscirne con le ossa rotte, più che la ristoratrice, è l’amministrazione comunale di Napoli, che ha preso posizione a testa bassa e occhi chiusi, senza informarsi subito, schierandosi senza ascoltare subito entrambe le parti. Una gestione dilettantesca, quella del sindaco Gaetano Manfredi e dell’assessora al Turismo Teresa Armato. I due esponenti istituzionali appena esploso il caso sui social si sono precipitati a offrire solidarietà unilaterale alla coppia israeliana, accreditando di fatto le loro accuse e lasciando la ristoratrice esposta al pubblico ludibrio.
Eppure la realtà, come spesso accade, era ben più sfumata. La lite tra Monda e i coniugi Mozes nasce da una discussione sul genocidio a Gaza, con toni duri ma tutt’altro che inediti, visti i tempi. Ma ai media internazionali e all’amministrazione bastavano pochi secondi di filmato per gridare all’antisemitismo e alla “Napoli che odia”. Il resto? Non interessava.
Oggi, con la richiesta di archiviazione della Procura, emerge una verità semplice: nessun crimine, nessuna discriminazione, nessun sostegno al terrorismo. Solo parole – forti, politiche – dette in un momento di tensione. Non abbastanza per finire alla gogna.
Ma chi ripaga ora la dignità infangata di una cittadina napoletana, presa di mira, insultata e minacciata? Chi risponde della superficialità istituzionale, della fretta nel voler mostrarsi “dalla parte giusta”, anche a costo di schiacciare una concittadina? Di certo non l’assessora Armato, che ha liquidato la vicenda con frasi vuote e generiche. E neppure il sindaco Manfredi, che ha tentato di ricucire troppo tardi, con dichiarazioni che sanno di retromarcia calcolata.
“Continuano ad arrivarmi minacce, dal Brasile, dalla Cina, dall’India, oltre che da Israele. Oggi dal Kuwait” – ha detto Nives Monda, intervenendo alla presentazione di “Tutti giù per terra”, manifestazione di “Life for Gaza” prevista per il 21 giugno prossimo sul lungomare di Napoli.
“La militanza – ha detto Nives Monda – si può fare in vari modi, tutti i giorni.
Indossando un orecchino, una kefiah, partecipando a eventi come questi, riempiendo le piazze”. La titolare della Taverna ricorda che “in questi giorni mi hanno detto di tutto, anche che faccio politica nel mio ristorante. Perché oggi fare politica sembra qualcosa di sporco”. “Io sono cresciuta – ha aggiunto Monda – in una famiglia in cui si parlava a cena delle notizie del tg. Facevamo politica in casa, tutti i giorni. Siamo cresciuti imparando a capire il mondo che ci circondava. E a capire che il mondo non si può attraversare senza prendere una posizione. Quindi sono contenta di essere qui”. “Io andrò dovunque ci siano parole chiare – conclude – Non andrò dove le parole sono ambigue. Non mi interessa la pubblicità. Se mai sono contenta di tutto questo, perché sono certa che noi possiamo spostare tutta l’attenzione dove serve“
A criticare la gestione dell’amministrazione è intervenuto anche l’ex sindaco Luigi de Magistris, che ha commentato: «Trovo inaccettabile il comportamento del sindaco. Come sarebbe bello avere un sindaco schierato e non un sindaco complice, indifferente, pavido, che sceglie il potere». De Magistris ha ricordato che Napoli, nel 2013, sotto la sua guida, aveva riconosciuto lo Stato di Palestina, conferendo la cittadinanza al suo presidente, e sottolineato che la città «si è sempre schierata per gli oppressi e mai per gli oppressori». Ha infine aggiunto: «La risposta della città mi sembra che sia stata molto chiara. C’è il popolo da una parte, il potere dall’altra».
«La solidarietà del Comune è sembrata un atto d’accusa nei miei confronti», ha scritto Nives Monda. E come darle torto? Quando le istituzioni cedono alla propaganda, chi paga sono i cittadini.
Nel frattempo, i turisti israeliani proseguono la loro personale crociata. Dopo Napoli, a Bari: altra provocazione, altri insulti – stavolta alle attiviste pacifiste di “Donne in Nero”, accusate anche loro di terrorismo. Un copione che si ripete. Ma stavolta, si spera, con un pubblico più attento e meno incline a farsi trascinare da narrazioni tossiche.
Napoli merita di meglio. Merita istituzioni che non si genuflettano al primo post virale, ma che sappiano ascoltare, capire, e difendere davvero chi vive e lavora in questa città.
Ciro Crescentini

