Il governatore Vincenzo De Luca ha espressamente dichiarato che gli indagati sono innocenti fino a condanna definitiva e ha invitato a non fare facili processi.
Un nuovo capitolo giudiziario segna la fine di un lungo percorso politico per Franco Alfieri, ex presidente della Provincia di Salerno e sindaco di Capaccio Paestum. L’ex primo cittadino è stato arrestato nell’ambito di un’inchiesta su un presunto voto di scambio politico-mafioso legato alle elezioni amministrative del 2019. A far scattare le manette, un’indagine che coinvolge dieci persone, tra cui l’imprenditore Roberto Squecco, condannato per associazione mafiosa e ritenuto legato al clan Marandino.
Alfieri, che già nel 2024 era stato arrestato in un’altra inchiesta su appalti truccati, è stato ora coinvolto in un presunto patto elettorale con Squecco. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’ex sindaco avrebbe ottenuto voti in cambio della protezione e gestione di alcuni interessi economici, tra cui il lido Kennedy di Capaccio-Paestum. L’imprenditore, in cambio, avrebbe continuato a operare il suo stabilimento balneare, un’attività che si trova al centro delle dinamiche che hanno portato all’indagine.
L’arresto di Alfieri, che è stato sospeso dal Partito Democratico, arriva in un momento delicato della sua carriera politica, dopo essere stato rieletto sindaco nel 2024 con oltre l’87% dei consensi. La sua posizione, già compromessa da precedenti vicende giudiziarie, si è ulteriormente complicata con l’accusa di aver agito in combutta con personaggi legati alla criminalità organizzata per assicurarsi il supporto elettorale.
La vicenda assume toni ancora più drammatici quando si scopre che, dopo un litigio legato alla demolizione di una parte dello stabilimento balneare, sono emerse minacce nei confronti di Alfieri, con riferimenti espliciti a possibili ritorsioni violente. Alcune intercettazioni rivelano anche il progetto di un attentato dinamitardo in risposta alla decisione dell’amministrazione comunale.
Nonostante le pesanti accuse, gli avvocati di Alfieri, Agostino De Caro e Domenicantonio D’Alessandro, hanno dichiarato la sua estraneità ai fatti e chiesto che la verità venga a galla, auspicando tempi rapidi per una risoluzione della vicenda.
Intanto, il governatore Vincenzo De Luca ha espressamente dichiarato che gli indagati sono innocenti fino a condanna definitiva e ha invitato a non fare facili processi.
L’arresto di Alfieri rappresenta un nuovo e grave colpo alla politica salernitana, già minata da numerosi scandali, e solleva interrogativi sulla connessione tra politica e affari in un contesto che sembra sempre più difficile da decifrare. Il futuro giudiziario dell’ex sindaco, sospeso dal Pd ma comunque legato a doppio filo con importanti ambienti politici locali, è ora appeso a un filo, in attesa di sviluppi che potrebbero ridefinire il panorama politico e istituzionale della provincia di Salerno.
Red

