Durante la manifestazione, è stata chiesta l’emanazione di un Decreto Legge che fermi le demolizioni in attesa di una soluzione legislativa
Si è conclusa con successo la manifestazione di protesta organizzata dal Coordinamento dei Comitati a Difesa del Diritto alla Casa della Campania, che ha visto circa 1500 partecipanti scendere in piazza a Ischia. Il corteo ha attraversato le strade della città, concludendosi in piazza Antica Reggia. La protesta ha denunciato le demolizioni delle prime case di necessità, accusando la classe politica degli ultimi quarant’anni di aver alimentato l’abusivismo edilizio con la mancata redazione di piani regolatori, costringendo le famiglie lavoratrici a costruire illegalmente.
I manifestanti hanno ribadito che vengono abbattute solo le case dei poveri, mentre gli ecomostri della speculazione edilizia rimangono intatti. Si è posto l’accento sul dramma che potrebbe coinvolgere 25-30 mila sfollati a Ischia, senza un piano di evacuazione o la costruzione di case popolari. Durante la manifestazione, è stata chiesta l’emanazione di un Decreto Legge che fermi le demolizioni in attesa di una soluzione legislativa.
In segno di solidarietà, i commercianti hanno spento le luci dei negozi, e la Diocesi di Ischia ha rinunciato a uno sparo di fuochi d’artificio per sostenere le famiglie colpite. Intanto, Maria Grazia Buono, una delle famiglie minacciate di sgombero, ha subito un malore durante la protesta, ma le sue condizioni sono state rassicurate dai sanitari intervenuti prontamente. L’avvocato Bruno Molinaro ha annunciato un incidente di esecuzione per chiedere la sospensione dell’abbattimento della casa di Maria Grazia, richiamando una giurisprudenza europea in materia.
Infine, i manifestanti hanno incontrato i sindaci locali, chiedendo l’avvio di tavoli tecnici e politici per trovare una soluzione a questo dramma sociale. L’organizzatore Gennaro Savio si è dichiarato soddisfatto per la riuscita della manifestazione, che ha portato alla luce una delle crisi sociali più gravi della regione.
