Massiccia adesione all’iniziativa di lotta promossa i rappresentanti dei giovani palestinesi d’Italia(Gpi), Unione Democratica Arabo-Palestinese e Comunità Palestinese in Italia
Circa 30 mila persone per le strade di Roma al grido ‘Palestina libera’. Massiccia adesione all’iniziativa di lotta promossa dai rappresentanti dei giovani palestinesi d’Italia(Gpi), Unione Democratica Arabo-Palestinese, le organizzazioni sindacali di base Usb, Sicobas, Cobas, le organizzazioni politiche Potere al Popolo, Partito dei Carc, Rifondazione Comunista, Giovani Comunisti.
La manifestazione nazionale ha attraversato le strade della Capitale partendo da piazza Vittorio Emanuele per poi raggiungere piazzale Ostinese.

Moltissime le bandiere della Palestina, tanti gli striscioni e i cartelli. Su alcuni comparivano i volti della premier Meloni e dei ministri Valditara e Bernini coperti da macchie di vernice rossa e mani “insanguinate”. Su un cartoncino l’immagine di Netanyahu dietro sbarre rosse. “Criminale contro l’umanità. Arresto subito”. tra i manifestanti una donna reggeva un fagotto avvolto in un lenzuolo sporco di vernice rossa, a simboleggiare il cadavere di un bambino morto a Gaza. “Questo figlio nostro è stato vittima di genocidio”, la scritta su un cartoncino.

“Noi abbiamo lavorato – ha detto il presidente della comunità palestinese, Yousef Salman, tra gli organizzatori della manifestazione nazionale – per l’unità dei palestinesi in Italia ma anche insieme a tutte le realtà italiane che sono oggi scese in piazza con noi per urlare contro questo continuo genocidio e questa politica criminale dei governanti di estrema destra israeliani, perché questo continuo genocidio deve essere bloccato, fermato. Il popolo palestinese non può non avere il suo diritto all’autodeterminazione, a vivere sotto il sole come tutti gli altri popoli del mondo”.
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