Articolata presa di posizione dei militanti e attivisti di ‘Civico 7 Liberato’
Non si arresta la lotta a Napoli per ripristinare l’agibilità della Galleria Principe e contro i tentativi di privatizzare un importante spazio/bene pubblico per il capoluogo campano.
In una nota i militanti e gli attivisti di “Civico 7 Liberato’ evidenziano che “sono trascorsi circa 8 mesi da quando i porticati della Galleria sono stati improvvisamente adibiti a cantiere, con delle procedure d’urgenza e in pompa magna. I senza tetto sono stati, così, mandati via e il civico 7 è stato confinato fra impalcature e tubolari“
Da allora, nel finto cantiere non è si mossa una foglia. “È rimasto tutto com’era, con il corredo di sporcizia in più accumulata a causa del fatto che gli unici servizi di pulizia li garantiamo noi – sottolinea la nota – nel frattempo, a luglio, si è verificato un ennesimo crollo di calcinacci, stavolta al centro della Galleria, che ha causato il transennamento di gran parte dell’interno. Anche lì, nessun avanzamento dopo 3 mesi“
La sensazione è che l’incuria la faccia da padrona e che andrà sempre peggio. “Noi non ci rassegniamo! Continuano, fra le tante difficoltà, a portare avanti la nostra attività di lotta sociale e culturale e a rilanciare la lotta – aggiungono ancora i militanti di Civico 7 Liberato – Il Comune di Napoli deve ripristinare l’agibilità dell’intera Galleria, sia all’interno che nei porticati, e deve rimetterla a disposizione di chi la vive.
Infatti, oltre ad essere rimasta uno dei pochi luoghi del centro storico in cui passeggiare tranquillamente, senza essere intralciati da tavolini e cumuli d’immondizia, nel corso degli anni è stata utilizzata per assemblee dei movimenti di lotta della città, per assemblee politiche, nonché per iniziative di tipo culturale, sempre costruite dal basso e autogestite. “Anche in questo caso, supplendo al fatto che nella città ormai turististificata non vi è più uno spazio per effettuare questo tipo di attività senza andare incontro a spese esose, impedimenti burocratici o repressione – puntualizzano di attivisti e militanti di Civico 7 Liberato
“Tutto ciò anche grazie all’esistenza e alla resistenza di esperienze come la nostra e quella di Galleri Art, che hanno contribuito a preservarne questa funzione sociale – conclude la nota – Intendiamo continuare a lottare per salvare la galleria e il carattere pubblico e partecipato. Presto rilanceremo la discussione sul tema, con interlocutori istituzionali e di movimento”
