Potere al Popolo e Usb prendono le distanze dall’ex Pm
Il portavoce di Unione Popolare, Luigi de Magistris bussa il portone del partito democratico ed apre alla neo segretaria Elly Schlein. “Conosco molto bene Elly Schlein e abbiamo un pensiero comune su molti temi – ha dichiarato de Magistris a margine del dibattito sull’autonomia differenziata che si è tenuto oggi nella Sala Blu dell’ex Carcere Borbonico di Avellino. “Adesso la nuova segretaria ha la possibilità di dare concretezza alle parole. Se ci sarà una svolta verso i valori costituzionali non posso che essere contento e, in futuro, potrebbero aprirsi anche orizzonti diversi”.
La posizione di de Magistris è condivisa da Eleonora de Majo leader del centro sociale ‘Insurgencia’ ed ex assessore comunale alla cultura. “Se una outsider arriva a vincere la segreteria, sovvertendo il voto dei tesserati e dimostrando che è il loro stesso elettorato a non poterne più di loro, per me è una buona cosa – sottolinea De Majo – Sicuramente meglio di attendere sulla riva del fiume che si estinguano con le loro mani, perché intanto il tempo scorre, al governo ci sono fascisti, questo paese fa sempre più schifo e però noi qua stiamo e qua rimaniamo, mentre postiamo le foto di Ocasio e ci spelliamo le mani per applaudire le riforme del governo spagnolo.
Dunque, a quanto pare l’ex sindaco di Napoli, rimasto senza incarico, poltrone(e lavoro), scottato dai risultati elettorali da prefisso telefonico collezionati ultimamente, ora tende la mano alla ricca rampolla italo-svizzera, pupilla degli ex ministri Dario Franceschini e Roberto Speranza. De Magistris sarebbe pronto al salto della quaglia. E a proposito di Franceschini, proprio gli ottimi rapporti con l’ex ministro della cultura sarebbero determinanti per favorire un accordo tra l’ex Pm e il “nuovo” vertice del Pd.
E non finisce qui. De Magistris starebbe valutando una rottura con alcune componenti di Unione Popolare, in primis Potere al Popolo e l’area sindacale dell’Usb.
E i principali leader di Potere Popolare iniziano a prendere politicamente le distanze da de Magistris.
“Solo in Italia una come Elly Schlein , già parlamentare europea, già vicepresidente dell’Emilia Romagna il cui presidente era Bonaccini, già dentro al PD da un decennio, nata e cresciuta in una famiglia di diplomatici, ambasciatori, senatori, può essere definita una outsider” – scrive in una nota Potere al Popolo su Twitter. Una nota condivisa da Giorgio Cremaschi.
Sulla stessa lunghezza d’onda Marta Collot: “L’indicazione di Elly Schlein nuova segretaria del PD è l’ennesimo esempio di come la politica di questo paese sia ormai solo narrazione, mentre la classe dirigente condivide sostanzialmente le stesse scelte politiche“.
Dura la reazione di Michele Franco, dirigente napoletano dell’Unione Sindacale di Base. “Una sardina a capo del Pd. Eppure qualcuno crede ancora che il Pd sia un ‘moderno Pci. Scomparite presto”.
“Dobbiamo uscire da una concezione personalistica della politica. Questa è un’ideologia liberale che ha ormai permeato anche i nostri mondi – scrive Salvatore Prinzi su Facebook – Le persone contano, ma fino a un certo punto. Molto più importante è guardare alla natura delle forze in campo, alla loro funzione storica, ai rapporti di classe. Il progetto del PD ha una sua natura definita e svolge una funzione di tenuta istituzionale. Sulle questioni di “contenimento interno” (migranti, decreti sicurezza, sostegno alle imprese contro il conflitto di classe), così come di allineamento verso l’esterno (trattati europei, alleanza con la NATO), Schlein è perfettamente allineata“.
“Come sottolineavano in questi giorni diversi analisti di area PD, i discorsi di Bonaccini e Schlein erano tutto sommato sovrapponibili – aggiunge Prinzi – Era differente il marketing, non la sostanza. Il senso dell’operazione Schlein è: Bonaccini insiste su uno spazio già saturato da Renzi e Calenda. Schlein può recuperare qualcosa su “diritti civili” fra chi ha sempre votato PD e ultimamente si è disaffezionato, soprattutto al Nord, dividendosi il lavoro con Conte che fa la gamba più “sociale”, soprattutto al Sud. Questo è il motivo per cui è stata sostenuta da pezzi grossi e anche centristi del PD, come Franceschini, e non da una qualche base militante di sinistra“.
Le dichiarazioni inequivocabili degli esponenti politici e sindacali di Potere al Popolo sono una netta presa di distanza dalle aperture dell’ex primo cittadino e dai fedelissimi componenti della della micro-associazione “DeMa”.
CiCre
