Un barcone con a bordo duecento persone si è spezzato e non ha retto al mare agitato. Sono 59 i cadaveri recuperati, 26 sono uomini, 21 donne e 12 minori
Strage di migranti davanti alle coste di Crotone. Un barcone con a bordo duecento persone si è spezzato e non ha retto al mare agitato. Sono 59 i cadaveri recuperati, 26 sono uomini, 21 donne e 12 minori. Il barcone era partito 4 giorni fa da Izmir, in Turchia.
L’imbarcazione è stata individuata per la prima volta nella serata di sabato da un aereo di Frontex in pattugliamento a circa 40 miglia dalle coste calabresi. Immediatamente è partita la segnalazione ai soccorritori e sono usciti in mare una motovedetta e un pattugliatore della guardia di Finanza. Le condizioni proibitive del mare non hanno consentito di raggiungere il barcone e i due mezzi sono dovuti rientrare per non mettere a repentaglio la sicurezza degli equipaggi. L’imbarcazione è stata spezzata in due dalle onde, in una situazione di mare molto mosso. Le persone che si trovavano sul natante sono finite in mare e sono morte annegate.
Due gemellini di pochi anni sono stati ritrovati senza vita in mare e un bambino di neanche un anno sulla spiaggia. Le persone tratte in salvo sono 81: tra loro 22 sono in ospedale e uno di loro è grave. Le altre 59 sono invece nel locale Centro accoglienza per richiedenti asilo.
Il numero delle vittime potrebbe però salire ulteriormente, forse oltre 100. L’incertezza è dovuta al fatto che i soccorritori non hanno un numero attendibile delle persone a bordo. Secondo alcuni, i superstiti sarebbero circa 180. Per altri molti di più, almeno 250. Un conteggio reso difficile dal fatto che i sopravvissuti non parlano neanche inglese.
CiCre
