La detenzione domiciliare sarà nella sua abitazione del Vomero. L’udienza per l’estradizione il 14 febbraio. A tirare in ballo l’europarlamentare napoletano è il suo ex collaboratore Francesco Giorgi
La Corte di Appello di Napoli ha disposto gli arresti domiciliari per l’europarlamentare Andrea Cozzolino a cui ieri i militari della Guardia di Finanza hanno notificato un mandato di arresto europeo nell’ambito dell’inchiesta della Procura belga sul cosiddetto Qatargate. La detenzione domiciliare sarà nell’abitazione del Vomero dell’esponente del Pd. I giudici hanno autorizzato Cozzolino ad allontanarsi dal suo domicilio (quello dove deve rimanere agli arresti domiciliari) ogni giorno dalle 11 alle 12 e dalle 17 alle 18 per consentirgli “di provvedere alle proprie esigenze di sostentamento e sanitarie“
La decisione è stata assunta dai giudici della sezione “Misure di prevenzione”. L’udienza per l’estradizione dell’europarlamentare è stata invece fissata per le ore 11 di martedì 14 febbraio.
Soddisfatti Federico Conte e Dezio Ferraro avvocati di Andrea Cozzolino, per gli domiciliari concessi al proprio assistito che, evidentemente, ha ritenuto non ci fosse il pericolo, paventato nel mandato d’arresto europeo, che i contatti dell’europarlamentare col Marocco potessero aiutarlo a fuggire e sottrarsi alla giustizia. Nell’udienza di convalida dell’arresto, i legali dell’europarlamentare hanno già dichiarato di volersi opporre all’estradizione dell’europarlamentare, considerando che manchi “la gravità indiziaria e non ci sia alcun pericolo di fuga tale da doverlo mantenere in carcere”
Andrea Cozzolino è accusato di aver intrattenuto rapporti con l’ambasciatore marocchino in Polonia, e con i servizi segreti del Paese nordafricano, al fine di condizionare, in favore di Rabat, le attività dell’Europarlamento e in particolare della commissione Maghreb che presiedeva. Cozzolino, secondo i documenti, avrebbe ricevuto soldi e regali dal Marocco, in particolare, dall’ambasciatore maghrebino in Polonia, Abderrahim Atmoum. All’europarlamentare belga Tarabella sarebbero stati assicurati bonifici a rate tra i 120mila e 140mila euro.
Una tesi che, secondo il magistrato Claise, ha della verità visto che in mattinata al belga è stato confermata la detenzione in carcere per “corruzione pubblica, riciclaggio di denaro e appartenenza a un’organizzazione criminale”.
A tirare in ballo l’europarlamentare napoletano è il suo ex collaboratore Francesco Giorgi, che avrebbe descritto come l’attività svolta da Cozzolino fosse ricompensata con “fondi, abiti e cravatte”. Di qui le accuse di corruzione e riciclaggio.
Non solo. Cozzolino è uno dei protagonisti delle confessioni di Antonio Panzeri, l’ex dirigente della Cgil ed ex europarlamentare del Pd-Articolo 1, promotore della rete del Qatargate che ha patteggiato con la giustizia belga un anno di carcere. E che, da Bruxelles, rischia di mettere nei guai altri eurodeputati o funzionari dell’Eurocamera. Nei verbali del mandato d’arresto si citano anche le eurodeputate Maria Arena e Alessandra Moretti. Entrambe si sono dichiarate estranee alla vicenda e su di loro non è scattata ancora alcuna richiesta di indagine.
Cozzolino, secondo i documenti, avrebbe ricevuto soldi e regali dal Marocco, in particolare, dall’ambasciatore maghrebino in Polonia, Abderrahim Atmoum. A Tarabella sarebbero stati assicurati bonifici a rate tra i 120mila e 140mila euro. Una tesi che, secondo Claise, ha della verità visto che in mattinata al belga è stato confermata la detenzione in carcere per “corruzione pubblica, riciclaggio di denaro e appartenenza a un’organizzazione criminale”
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