Morte Pantani, il gip archivia: “Non fu ucciso, morì da solo”. Ma il caso diverrà un film

Il giudice per le indagini preliminari di Rimini accoglie la richiesta della Procura. Domani presentato il progetto cinematografico su tutti i punti oscuri nella morte del Pirata

Al tribunale di Forlì è ancora pendente la richiesta di archiviazione per un’altra inchiesta sollecitata ancora una volta dalla famiglia del Pirata, sul sospetto che la camorra intervenne sul Giro d’Italia del 1999, alterando le provette del campione. Se ne discuterà in un’udienza davanti al gip la prossima settimana. Ma intanto è stata archiviata l’inchiesta sulla morte di Marco Pantani. Non ci sono più piste da seguire per provare che sia stato ucciso, secondo il gip di Rimini Vinicio Cantarini. La nuova inchiesta, nata dall’esposto presentato a luglio 2014 dalla famiglia del campione di Cesenatico, trovato cadavere il giorno di San Valentino del 2004 nel residence Le Rose, non ha individuato possibili indizi sul delitto e sul colpevole, ed è stata archiviata, come aveva chiesto il procuratore capo Paolo Giovagnoli, lo scorso settembre. Il Gip si è pronunciato all’esito dell’udienza del 24 febbraio, sciogliendo la riserva dopo oltre quattro mesi. La verità giudiziaria  dice che Pantani morì da solo in una stanza del residence, chiusa dall’interno. Per un’azione prevalente di psicofarmaci, così da far pensare più a una condotta suicida, che ad un’overdose accidentale. Esclusa, in ogni caso, l’ipotesi di un’assunzione sotto costrizione. Secondo il legale della famiglia Antonio De Rensis, i rebus da spiegare erano tanti, come il lavandino staccato dalla parete, secondo alcuni testi, ma trovato sistemato, ma anche la collocazione del bolo di pane e cocaina vicino al cadavere. Restano i processi già celebrati. Un patteggiamento a quattro anni e dieci mesi per Fabio Miradosa e a tre anni e dieci mesi per Ciro Veneruso, per spaccio e morte come conseguenza di altro reato. Il primo, secondo la vecchia ipotesi, avrebbe consegnato al Pirata la dose letale, l’altro l’avrebbe procurata. Poi c’era un altro imputato che aveva rifiutato il patteggiamento e che alla fine è stato assolto dalla Cassazione. Il caso Pantani sarà comunque un film e domani lo stesso avvocato De Rensis parteciperà, a Cesena, alla presentazione del progetto cinematografico.

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