Il presidente del Napoli: “Su Maksimovic stiamo lavorando, ma non c’è solo lui”

OPORTO – Si lustra Sarri (“Un martellatore”), nel giorno dell’amichevole in Portogallo. Ma ad Oporto Aurelio De Laurentiis ne approfitta anche per sbrogliare gli ultimi dossier in casa Napoli: Higuain, Gabbiadini e Maksimovic. Partendo dalla situazione del Pipita. “Qui – dichiara ai microfoni di Sky Sport – c’è un grande equivoco – Higuain ha altri tre anni di contratto, ci siamo incontrati col fratello e col papà, con cui c’è un ottimo rapporto, che volevano conoscere i nostri programmi anche in funzione del cambio d’allenatore. Siamo rimasti a parlare per 5 ore all’aeroporto di Venezia e si è anche ipotizzato di allungare questo rapporto. Io ho offerto altri due anni, loro mi hanno controproposto un anno. Ma non c’è niente di stabilito e non c’è fretta, nessuna ansia di firmare”. Secondo, Gabbiadini, dopo le parole dell’agente Pagliari, furente per l’esclusione iniziale dell’attaccante a Nizza. “Non sono sorpreso – afferma il patron – nel calcio si parla troppo e quelli che non dovrebbero parlare mai hanno sempre amici fra i giornalisti e li usano per dare dei messaggi. Non voleva che iniziasse così presto il ritiro perché Gabbiadini era stanco, Sarri ha però ha voluto conoscerlo e per preservarlo lo sta dosando. Pagliari ha voluto mandare un messaggio a Sarri del tipo ‘utilizzalo di più ma sono messaggi che lasciano il tempo che trovano. Gli agenti – aggiunge – sanno che devono stare zitti, è stata un’entrata a gamba tesa che non abbiamo voluto nemmeno sanzionare perche spesso il silenzio è più produttivo”.
Per quanto riguarda Maksimovic, “Giuntoli ci sta lavorando come su altri giocatori nello stesso ruolo. Devo fare parecchie uscite che saranno poi sostituite da altrettante entrate. La nostra filosofia – spiega il presidente – è far entrare gente giovane perché chi non risica non rosica e si deve anche sapere rischiare”. Infine, un lode a Sarri, che assomiglia ad un’altra stoccata a Benitez. “Ho visto la squadra – dichiara – caricata a pallettoni, non si lavorava in maniera così forte e pesante dall’epoca di Mazzarri. Sarri è un martellatore, un uomo deciso, garbato ma risoluto, tutti gli vogliono bene e tutti si sono subito adattati ai suoi nuovi schemi”.

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