Affissioni funebri a Napoli, riesplode la polemica sui totem

La Efi: “A due anni dalla delibera che ne ha predisposto l’obbligo, sono pochissimi gli spazi appositi. Intanto fioccano le multe”. Il consigliere comunale Santoro invia lettera al sindaco Luigi de Magistris, all’assessore Ciro Borriello e al colonnello Ciro Esposito, comandante della Polizia Municipale

“Solo oggi  vediamo i primi totem spuntare in città ma tantissime aree se non interi quartieri ne sono sprovvisti totalmente. In compenso il Comune continua a fare cassa elevando verbali per migliaia di euro a raffica. Gettandoci nello sconforto e spingendoci a chiedere un intervento veloce e risolutivo”. A Napoli riesplode la polemica sulle affissioni funebri, dopo la denuncia di Gennaro Tammaro, consigliere di Efi – Eccellenza Funeraria Italiana (l’associazione che raccoglie le imprese funebri che si sono distinte per professionalità e legalità) che raccoglieva già lo scorso dicembre il malumore di circa una trentina di imprese. Ora a rilanciarla è il consigliere comunale Andrea Santoro, in una lettera inviata al sindaco Luigi de Magistris, all’assessore Ciro Borriello e al colonnello Ciro Esposito, comandante della Polizia Municipale.

Santoro ricorda che – come da delibera n.73 del 2014 – il Comune  ha predisposto per le affissioni funebri l’obbligo di utilizzare spazi appositi che dovevano essere installati in città. Una scelta che venne apprezzata anche dalle imprese funebri e dalle associazioni di categoria, che andava nella direzione di regolarizzare e restituire legalità all’intero comparto.Salvo il fatto che i totem predisposti, tuttora, latitano in tantissimi quartieri della città.

“A distanza di oltre due anni – si legge nella lettera – sono pochissimi gli impianti finora installati, disattendendo la delibera di Consiglio e costringendo le ditte funebri, pressate dalle richieste dei familiari dei defunti, a continuare le affissioni di annunci mortuari in spazi non idonei”.

“Per le affissioni funebri il Comune di Napoli – insiste Tammaro – non ha ancora allocato gli spazi sufficienti a coprire la richiesta. Li aspettiamo da circa due anni. In compenso, per quanto riguarda sollevare multe salatissime non si fa certo attendere”. Al vaglio di Tammaro eventuali iniziative legali volte a tutelare il settore.

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