Sylvie Lubamba: “In carcere mi ha salvato la fede” – L’angolo sticazzi

Una storia a forti tinte mistiche

Una storia a forti tinte mistiche ce la regalano ilmattino.it e leggo.it, parlando di Sylvie Lubamba, soubrette fiorentina di origine congolese. Dopo 3 anni e 4 mesi è tornata in libertà: ha scontato una pena per uso indebito di carte di credito. E già qui potrebbe starci un bello “e sticazzi?”. Ma non è mica finita, il bello comincia ora: a salvarla dal carcere è stata la fede. “Sono sempre stata credente, più per tradizione familiare che per convinzione sentita – confessa Lubamba al settimanale Vero -. Non ero praticante. Quando ero reclusa, ho letto per la prima volta la Bibbia. Adesso vado in chiesa la domenica, partecipo agli incontri di preghiera organizzati dai volontari che mi seguono nel mio difficile percorso di reinserimento sociale”. E come se non fosse abbastanza, annuncia anche di aver cambiato look: “Voglio mostrare rispetto ai luoghi e ai ministri di culto. Evito scollature vertiginose. Se mi rivedo in vecchi video su YouTube mi domando: “Ma come facevo esibire tutta quella “mercanzia” con tanta allegria?”. Forse pensava a cosa fanno quelli che vanno su youtube proprio per guardare la “mercanzia”.

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