Il documento contiene segreti essenziali per la vita dei Casalesi: ne parla un vivandiere del boss, gli inquirenti gli danno la caccia da tempo

NAPOLI -E’ l’uomo che ha garantito al boss la latitanza per tre anni, fino al a luglio 2008, nella sua abitazione di Casapesenna, dove c’era anche un bunker. Oggi è una delle chiavi per decifrare i tanti misteri di Zagaria. Generoso Restina è diventato collaboratore di giustizia e ha rivelato ai magistrati della Dda napoletana l’esistenza di un “libro mastro” del clan capeggiato da “capastorta”, l’ultimo capoclan casalese ad essere catturato, dopo 15 anni di latitanza. Le carte contengono dati fondamentali per lo stesso cartello criminale, come la contabilità dell’organizzazione. Dati annotati da Zagaria in persona. Ma il “libro mastro” non è mai stato trovato, nonostante le ricerche degli investigatori. La vicenda emerge dall’ordinanza del gip Egle Pilla relativa all’operazione “Medea”, che ieri ha portato ad eseguire l’arresto di imprenditori accusati di collusioni con il clan, e politici, tra cui l’ex sindaco di Caserta Pio del Gaudio, l’ex senatore Tommaso Barbato e l’ex consigliere regionale Angelo Polverino, Nell’ambito della stessa indagine si registra la richiesta di arresti domiciliari per il deputato Carlo Sarro, che dovrà essere votata dalla Camera. Quello del libro mastro è solo uno dei gialli di cui è venata l’inchiesta su Zagaria: nella stessa ordinanza si menzionale la sparizione di una chiavetta usb a forma di cuore, trovata nel covo in cui fu acciuffato il boss e sparita in un secondo momento, grazie ad un poliziotto corrotto la cui identità resta da chiarire.

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