Ieri sera in piazza Dante il concerto degli artisti solidali con le lotte dei dipendenti licenziati da Fca

NAPOLI- Piazza Dante. Di fianco al palco è stata eretta una croce in legno. Lì, alla testa, non si legge il consueto “Inri”, bensì, “Il Jobs Act è la fine dei diritti”. Un casco blu è stato posto in modo simbolico, d’effetto. Sono all’incirca le 18.00 quando iniziano ad arrivare i primi spettatori del concerto che a breve illuminerà una delle principali arterie partenopee. Il concerto “Musica a sostegno della cassa di resistenza operaia a Napoli” è stato voluto ed organizzato dal celebre sassofonista napoletano Daniele Sepe in solidarietà dei cinque operai in cig della FiatFca, tra questi Mimmo Mignano. È più di un anno che la protesta di Mignano e dei suoi compagni va avanti, da quando l’estate scorsa, dopo il suicidio di due operai in cig, lui e gli altri quattro posero all’entrata dello stabilimento di Pomigliano un manichino, raffigurante l’ad Marchionne impiccato. Poi alcuni mesi fa in sciopero della fame lo si è visto restare per più di quattro giorni su una delle gru che sormontava il cantiere della metro di Piazza Municipio. È stata in quell’occasione che Daniele Sepe e Mignano si sono conosciuti, mentre con il suo sax intonava “o bella ciao”. Questo ha segnato il sodalizio che ha portato all’organizzazione dell’evento di oggi. Ore 19 Sepe dal palco introduce il concerto”Abbiamo più cose in comune con i compagni in cig che con l’ad di Fiat”. Poi eccoli i tanti artisti dell’underground che salgono sul palco; dai più ai meno conosciuti: The Collettivo, Foja, La maschera, Tartaglia&Aneuro, Nelson,Shaone, ‘O Rom, Ar Meitheal, Calatia Demonilla, Marcello Coleman, Aldolà Chivalà, Napoli Extracomunitaria. gruppi che tra i più disparati generi musicali quali reggae, rock, rap, folk, in tutta una cornice nostrana hanno allietato le ore senza mai dimenticare lo scopo di quanto portato oggi in strada: solidarietà. Solidarietà che va concessa in toto. Dopotutto loro sono soltanto la punta di un iceberg di un malessere sociale che incombe sul nostro territorio, che si voglia intendere il Meridione tutto o tutta la nostra penisola. Ecco il vero senso che la cassa di resistenza oggi portava con sé. Sono le 21.30 circa quando Sepe dal palco introduce Mignano per il suo intervento:”Brecht diceva che un uomo che resiste sempre è imprescindibile, Mimmo Mignano è imprescindibile”. Prende la parola poi Mignano:”Quello di oggi è un contributo in più per resistere a Marchionne, continuare a dire no alle ingiustizie di questo governo. Questo-continua-grido di lotta è quello di continuare a camminare a testa alta. Noi allo sfruttamento non ci stiamo. La Grecia-conclude-ci ha insegnato che si può alzare la testa e che si può dire OXI (no)”. Come ricordano il concerto ha visto una completa organizzazione dal basso, mentre Regione Campania e Comune di Napoli sono rimasti assenti. In piazza i Banchi Nuovi, Comitato dei Lavoratori del porto (che hanno ricordato il verificarsi di licenziamenti per “malattia”). Anche Nunzia, dell’Alenia, dopo la recente cessione al prossimo candidato a sindaco Lettieri ha ribadito l’invito della classe operaia ad essere unita. Tra gli ospiti anche Oreste Scalzone, fondatore di gruppi di sinistra extraparlamentare degli anni di piombo.

Vincenzo Perfetti

(Foto Biagio Granata)

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