Kasabian, il rock ammalia l’Arena Flegrea

La band britannica frusta il concerto con melodie e ritmiche di altissimo livello

Sono passati quasi nove anni da quando con mia figlia appena nata costrinsi mia moglie ad andare a Milano al fine di assistere al concerto degli Oasis che si sarebbe dovuto tenere il 29 agosto 2009 e che invece non si tenne a causa dell’ennesimo e questa volta per il momento definitivo litigio tra i fratellini Gallagher. Ebbene in quell’occasione gli Oasis furono brillantemente sostituiti dai Kasabian, band allora emergente di Leicester che curiosamente prende il nome o dalla parola kasabian che in armeno significa macellaio o da Linda Kasabian, discepola ed accolita del serial killer Charles Manson, che, poi, divenne testimone nel processo per la famosa (forse sarebbe meglio definirla famigerata) strage di Bel Air che a quanto pare fu ispirata dal brano Helter Skelter dei Beatles a seguito della quale fu assassinata l’attrice Sharon Tate, allora moglie incinta del regista Roman Polanski e un gruppo di suoi amici.

Da quel concerto di fine agosto 2009 sono trascorsi anni ed i Kasabian, oggi con sei album all’attivo, che allora sembravano essere un semplice derivato del brit pop, al concerto tenutosi il 15 luglio 2018 all’Arena Flegrea si sono dimostrati una grandissima band capace di ammaliare e di frustare con melodie e ritmiche di altissimo livello dettate da Sergio “Serge” Pizzorno e con il carisma e la presenza scenica di Tom Meighan per una scaletta memorabile introdotta dalla romanza per tenore Nessun Dorma di Giacomo Puccini nell’esecuzione di Luciano Pavarotti per partire per una lunga cavalcata con III Ray (The King), Underdog, Days Are Forgotten, Eez-Eh, You’re In Love With a Psycho (eccezionale l’esecuzione con la partecipazione del pubblico partenopeo), Wasted, Man Of Simple Pleasures, Club Foot, Re-Wired, Empire, Bless The Acid House, Stevie per poi terminare questa parte del concerto con un sorprendente mix di Praise You di Fatboy Slim con L.S.F. (Lost Souls Forever) e darsi al bis con un’eccezionale versione acustica di Goodbye Kiss ed un finale rovente ed abbastanza ledzeppeliniano con Comeback Kid, Vlad The Impaler e Fire.

Giovani e meno giovani in abbigliamento mod, giovani e meno giovani in abbigliamento hippie, giovani e meno giovani con magliette Puma della storica annata 2015-2016 del Leicester City Football Club recanti i nomi di Vardy e di Drinkbeer (invece che Drinkwater…) a formare un pubblico in visibilio per un concerto di novanta minuti senza respiro.

Gianfranco Meo

(Foto Kasabian/Fb)

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