Viva il Primo Maggio per una nuova stagione di lotte e di diritti

 

Lavorare per vivere non vivere per lavorare

Primo maggio, festa internazionale del lavoro. Non sarà un giorno di festa per i disoccupati, precari, licenziati e cassintegrati. Non festeggeranno i giovani preoccupati per il loro futuro. Il lavoro sempre più precario. Tanti sfruttamenti, tante umiliazioni sui posti di lavoro, tante discriminazioni,  aumentati a seguito della cancellazione dell’ articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.  I licenziamenti sono sempre più facili. I giudici del lavoro hanno meno potere per reintegrare i lavoratori dichiarati in esubero senza giustificato motivo.  La precarietà fa aumentare lo stress, la depressione. La precarietà è la principale causa degli infortuni sul lavoro, alimenta preoccupazioni, distrazioni, ansia. Almeno il 90% dei lavoratori che si ammalano o si infortunano sono preoccupati per il proprio futuro. Si estende la precarietà. Negli ultimi vent’anni, è stato smantellato progressivamente il  diritto del lavoro.

I primissimi provvedimenti che hanno legittimato la precarietà e la cancellazione dei diritti sui posti di lavoro sono stati introdotti dal ‘pacchetto Treu’, determinando una caduta molto accentuata del sistema di  protezione dei lavoratori, alla quale seguì un calo ulteriore con la legge Biagi. Il Jobs Act di Renzi non è altro che il sequel del medesimo film che i governi che si sono succeduti in questi anni. Nel 2017 a  Napoli e provincia sono stati rilevati  638 mila contratti di lavoro: 271mila a tempo indeterminato,  200 mila a tempo determinato, 167mila indipendenti. Contratti che non sempre offrono un percorso verso la stabilizzazione. Negli ultimi tre anni soltanto il 15 per cento dei contratti a tempo a termine(e in scadenza) sono stati trasformati a tempo indeterminato. Contratti che producono effetti devastanti sul piano sociale e familiare. Difficilissimo, per un precario, ottenere dalla banca il mutuo per comprare la casa. Arduo anche acquistare a rate una macchina o  affittare un appartamento: sempre più spesso serve la garanzia dello stipendio fisso o della fideiussione bancaria. Pochissimi fortunati potranno mettere su famiglia, in un’ Italia dove la famiglia è sacra solo a parole: con quel che costano, i figli dovranno aspettare. Come pure cose più banali come le vacanze, previste solo nelle “vite normali”.

Tanta illegalità. Tanti imprenditori senza scrupoli interessati solo ad accumulare profitti.  Nei call center, nei laboratori, nei cantieri di restauro artistico, nei servizi sono presenti finti lavoratori autonomi, finte partite Iva,  anomali contratti utilizzati per evitare di  riconoscere come subordinati o dipendenti, tanti lavoratori e lavoratrici  impegnati dieci e dodici ore al giorno. Tanta disoccupazione. Aumentano i giovani disoccupati. Sono 70 mila i ragazzi napoletani  tra i 15 e 27 anni in cerca di prima occupazione. Il tasso di disoccupazione dei laureati è più elevato rispetto a quello dei diplomati. Sarebbe necessario un piano straordinario per il lavoro. Un piano che preveda lo sblocco dei finanziamenti europei,  incentivi e micro credito per favorire  l’auto impiego, la nascita di cooperativa,  nuova imprenditorialità in favore degli inoccupati, degli espulsi dal mercato del lavoro e dei disoccupati di lunga durata,  misure di formazione. Il primo maggio. Occasione per riflettere, organizzare una nuova stagione di lotte per riconquistare i diritti perduti, riprenderci  le nostre vite, costruire un nuovo modo di produrre, un nuovo modello di società perchè si lavora per vivere non si vive per lavorare. Buon Primo Maggio, nonostante tutto!

                                                                                                                          Ciro Crescentini

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